Corruzione, falso e truffa: 13 arresti

I reati contestati riguardano attività Commissioni Tributarie

(ANSA) - BARI, 8 NOV - I Finanzieri del Nucleo di polizia tributaria Bari stanno eseguendo, nelle città di Bari, Foggia e Provincia, 13 misure cautelari su disposizione del gip del Tribunale di Foggia. I reati contestati, corruzione, falso e truffa, riguardano l'attività delle Commissioni Tributarie. Le misure sono state adottate a conclusione dell'operazione chiamata "Giustizia privata - De repetundis".
   

Ci sono giudici tributari, funzionari e commercialisti nel 'comitato d'affari' che avrebbe pilotato le sentenze emesse dalle Commissioni tributarie regionale e provinciale di Foggia dietro la consegna di 'mazzette'. E' questo il quadro descritto oggi dagli investigatori e che ha portato alla esecuzione, da parte dei militari della Guardia di finanza, dell'ordinanza emessa dal gip applicativa di 13 misure cautelari personali, di cui 10 ai domiciliari e tre interdittive con il divieto di esercitare la professione per 12 mesi.I reati contestati dalla Procura della Repubblica agli indagati - giudici tributari, funzionari delle Commissioni tributarie regionale e provinciale di Foggia, commercialisti/difensori ed imprenditori/contribuenti - sono quelli di corruzione in atti giudiziari, falso e truffa in concorso. L'inchiesta è cominciata nel 2016 e ha permesso di accertare che alcuni segretari di sezione delle commissioni tributarie provinciale di Foggia e regionale erano diventati per lungo tempo punto di riferimento dei difensori di alcuni contribuenti del territorio dauno. Questi, per evitare che i loro clienti pagassero allo Stato le imposte dovute, preferivano versare somme di denaro o altre utilità ai funzionari amministrativi delle commissioni e ad alcuni giudici delle stesse, in cambio di decisioni favorevoli nei contenziosi tributari. Ciò determinava per i contribuenti un vantaggio patrimoniale e per i difensori prestigio e guadagni nell'ambiente tributario. "Un vero e proprio comitato d'affari", è stato definito dal responsabile del Gruppo tutela spesa pubblica/sezione anticorruzione di Polizia Tributaria di Bari, colonnello Giacomo Ricchitelli, nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede della Procura a Foggia. Agli arresti domiciliari sono finiti i giudici tributari Giuseppe D'Avolio, di Ischitella; Vito Merra, di Cerignola; Antonio Ventura e Antonio Cerase, entrambi di Foggia. Arresti domiciliari anche per due dipendenti delle commissioni tributarie: Rosaria Adriana Benigno (ora in pensione), e Domenico Laricchia, entrambi di Foggia. Arresti domiciliari per i commercialisti difensori nelle commissioni tributarie Gaetano Stasi e Francesco Ricciardi, entrambi di Foggia e Antonio Scala e Gaetano Valerio, entrambi di Vieste. L'interdizione è stata decisa per i commercialisti: Giovanni Antini e Mauro Gadaleta, entrambi di San Giovanni Rotondo e Gianluca Orlandi di Noicattaro (Bari).

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