• Una nuova immagine per Nicolè Traslochi e l’obiettivo di regolarizzare il mercato
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Una nuova immagine per Nicolè Traslochi e l’obiettivo di regolarizzare il mercato

L’azienda di Mestre, regina del settore, cambia pelle e si rinnova al passo con i tempi per consolidarsi a livello internazionale

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Il 2017 si conclude con una nuova veste grafica per Nicolè Traslochi, azienda nata in provincia di Venezia negli anni ’60 e rilevata negli anni ’90 da Claudio Barbierato, a dimostrazione di come sia necessario un rinnovamento in termini di immagine anche in un settore, quello dei servizi professionali di trasloco, che ha bisogno di una nuova linfa vitale.


“Il nuovo logo, stilizzato e moderno, è frutto di una profonda riflessione sul fatto che anche in questo ambito è necessario saper viaggiare al passo con i tempi. Quando nacque l’azienda, infatti, questa tipologia di servizio era appannaggio solo di pochi privilegiati e i mezzi a disposizione non erano così tecnologici e forniti. Oggi è essenziale investire in mezzi all’avanguardia e per tutte le esigenze e in personale sempre aggiornato e professionale, pertanto un rinnovamento di immagine è stata la diretta conseguenza di ciò che forniamo ai nostri clienti: modernità anche in questo settore”.
La riconoscibilità del logo, poi, è caratteristica primaria: “Doveva essere visibile e facilmente memorizzabile, anche quando si vede sui nostri furgoni magari durante un viaggio in autostrada. Il nuovo logo rispetta appieno la nostra nuova faccia”.


Affidabilità e serietà sono le caratteristiche alla base di un’eccellenza garantita come Nicolè Traslochi, il cui titolare è impegnato da tempo nel combattere l’abusivismo di settore: “Siamo membri di AITI, Associazione Imprese Traslocatori Italiani, attraverso la quale abbiamo chiesto di abbassare l’aliquota al 4-6% e di offrire la possibilità di scaricare dai redditi annuali il servizio di trasloco. Questo cambiamento di settore potrebbe aiutare concretamente a contrastare il mercato non regolarizzato al quale troppo spesso ci si affida, che non può garantire affidabilità e sicurezza e che spesso porta a gravi danni a cose e persone coinvolte nell’attività, come ad esempio l’usura di un bene traslocato o un infortunio”.

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