Commercialisti, 'nodi' codice antimafia

'Male logica punitiva amministratore giudiziario'

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 04 OTT - "L'urgenza di approvare il testo prima della chiusura della legislatura ha fatto purtroppo perdere l'occasione di migliorare ulteriormente l'impianto complessivo di una riforma comunque importante per il nostro Paese. Ha prevalso un'ottica punitiva sull'amministratore giudiziario che, nell'ambito del ridotto numero di incarichi, sarà chiamato a gestire i beni in assenza di 'reti di protezione', e con un bagaglio normativo privo di strumenti gestionali efficaci". A pensarla così i due consiglieri nazionali dei commercialisti delegati alle funzioni giudiziarie, Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco, in merito all'approvazione del nuovo codice antimafia, avvenuta la scorsa settimana. La riforma, vanno avanti, "è molto incentrata sulla fase di destinazione dei beni confiscati, tralasciando ciò che avviene prima della confisca, durante la importantissima fase di gestione dei beni. Mancano del tutto norme che dal sequestro, transitando per la delicatissima fase di esercizio provvisorio, consentano di traghettare efficacemente la gestione 'per conto di chi spetta' verso la confisca o la restituzione all'avente diritto, supportando gli attori del procedimento, ossia il giudice delegato e l'amministratore giudiziario", sottolineano i commercialisti. (ANSA).
   

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