COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Nuove norme in materia di fusione di comuni"

via libera in Prima Commissione

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Prima Commissione - Via libera alle nuove norme in materia di fusione di comuni

(Arv) Venezia  4 dic. 2019 -     È stato approvato a maggioranza nella Prima Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Alessandro Montagnoli (Lega Nord), Vicepresidente Claudio Sinigaglia (Partito Democratico), il Progetto di legge n. 265, di iniziativa della Giunta, volto a modificare la Legge regionale n. 25/1992 ‘Norme in materia di variazioni provinciali e comunali’, abbinato all’analogo Pdl n. 288 di iniziativa della Consigliera regionale Giovanna Negro (Veneto Cuore Autonomo). La Proposta incide sulla Legge regionale che individua le fattispecie di variazione delle circoscrizioni comunali, e in particolare le fusioni di comuni, definendone l’iter procedimentale, attualmente articolato nelle fasi di iniziativa, giudizio di meritevolezza e conseguente indizione e svolgimento del referendum consultivo delle popolazioni interessate. In particolare, per semplificare i procedimenti di fusione dei comuni, la proposta prevede che la Giunta regionale possa deliberare il referendum consultivo a prescindere dal preliminare giudizio di meritevolezza del Consiglio, anche nei casi di iniziative di fusione tra comuni contigui uno dei quali abbia una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, o che operino da almeno 3 anni in regime di Unione dei comuni o che abbiano posto in essere da almeno 5 anni altre forme di esercizio associato di funzioni e di servizi. Tra le novità previste nella Proposta, la norma sulle spese per lo svolgimento del referendum, che prevede una partecipazione da parte del Comune; in sede di Commissione, inoltre, è proseguito il dibattito relativo al quorum necessario al successo della consultazione referendaria tra le popolazioni coinvolte, che si attesterebbe al 50% degli aventi diritto, quota che verrebbe modulata verso il basso in ragione del numero degli iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero, mentre alcuni Consiglieri avevano già ravvisato l’opportunità di proporre una soglia diversa, inferiore al 50%. Il Pdl ora è pronto per essere inserito all’ordine del giorno dei lavori d’Aula: relatore, il Presidente Montagnoli; correlatore, la Vicecapogruppo del Partito Democratico Orietta Salemi.

Approvato a maggioranza, senza voti contrari, anche il Progetto di legge n. 373, di iniziativa della Giunta regionale, relativo a “Disposizioni in materia di Enti locali”, una proposta legislativa che interviene sulle Leggi regionali n. 18/2012 di disciplina dell'esercizio associato di funzioni e servizi comunali, e n. 40/2012 che contiene norme in materia di unioni montane. Dalla Proposta originaria tuttavia sono state espunte proprio le disposizioni di modifica della L. Reg. n. 25/1992, oggetto del precedente Progetto di legge approvato dalla Commissione. Il Progetto di legge, in estrema sintesi, comprende da un lato disposizioni di manutenzione e armonizzazione normativa in materia di enti locali, allo scopo, ad esempio, di tenere nel dovuto conto l’entrata in vigore della cosiddetta riforma Delrio o l’istituzione di un organismo come il Consiglio delle Autonomie Locali, e dall’altro elementi innovativi relativi al funzionamento delle Unioni montane. Pure in questo caso, relatore per l’Aula sarà il Presidente Montagnoli; correlatore, il Consigliere regionale Piero Ruzzante (Veneto 2020 - LEU).

Illustrato, inoltre, il Parere alla Giunta regionale n. 471 di approvazione dei requisiti e delle modalità per l'accreditamento dei soggetti gestori e promotori di forme di welfare collettive, provvedimento in merito al quale la Commissione proseguirà l’esame nel corso delle prossime sedute. Il Parere è riferito alla L. Reg. n. 15/2017 “Interventi per lo sviluppo della previdenza complementare e del welfare integrato regionale del Veneto” che, all’articolo 1, prevede che la Regione del Veneto, al fine di garantire ai propri cittadini prospettive di sicurezza economica, in particolar modo al termine dell’attività lavorativa, promuova nel territorio regionale lo sviluppo della previdenza complementare di natura collettiva e lo sviluppo di sistemi di welfare integrato. L’articolo 2 della Legge, in particolare, prevede che la stessa Regione, al fine di meglio tutelare le esigenze dei fruitori dei servizi welfare integrato, riconosca e favorisca il funzionamento delle forme di welfare collettive che rispettino una serie di requisiti, ovvero che abbiano un’adeguata struttura sul territorio, sia in termini di servizio offerto che di utenti, una governance espressa dal territorio, profili di costo contenuti ed efficienza gestionale, la  previsione di una quota di investimenti nel territorio, relativamente ai soli fondi pensione, il convenzionamento con il sistema socio-sanitario regionale, relativamente ai soli fondi sanitari. A tal fine, la Legge in argomento prevede l’istituzione di un ente regionale denominato Veneto Welfare; nelle more dell’istituzione dell’Ente, è stata costituita una specifica Unità nell’ambito di Veneto Lavoro.

Via libera infine all’elenco delle proposte di candidatura in ordine alla nomina di un componente del Consiglio d’Indirizzo Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, mentre è stato rinviato l’esame delle proposte di candidatura in ordine alla sostituzione di un componente dimissionario del Consiglio di Amministrazione Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (ATER) di Treviso.

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