COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Complessità sistema penitenziario: occuparsi degli uomini che agiscono violenza di genere"

Intervento del Vice Presidente Consiglio Regionale Bruno Pigozzo

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Sociale - "Complessità del sistema penitenziario: occuparsi degli uomini che agiscono violenza di genere"

(Arv) Venezia, 29 nov. 2019 - Presso l’Auditorium Padiglione G. Rama, Ospedale dell’Angelo, Mestre, è in corso di svolgimento il Convegno “La complessità del sistema penitenziario: occuparsi degli uomini che agiscono violenza di genere”.

L’evento è organizzato dal Garante dei diritti della persona della Regione del Veneto, dott.ssa Mirella Gallinaro, in collaborazione con il Provveditore PRAP di Veneto, Friuli V.G. e Trentino Alto Adige, dott. Enrico Sbriglia, e costituisce la seconda tappa del percorso di riflessione sulla complessità del sistema penitenziario, per approfondire le conoscenze e facilitare la comprensione della difficile realtà rappresentata dagli uomini autori della violenza di genere. Il Seminario è rivolto a Operatori Penitenziari e di Polizia Penitenziaria, a Psicologi, Infermieri professionali, Educatori, Assistenti Sociali, Avvocati, Medici chirurghi, Associazioni di Volontariato.

 

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, ha aperto i lavori portando i saluti istituzionali.

 

“Il Convegno di oggi, segue di pochi giorni la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, celebrata lunedì 25 novembre per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulla necessità di contrastare il femminicidio e ogni forma di violenza, morale e materiale, nei confronti delle donne – ha esordito il Vice Presidente - Ringrazio quindi il Garante dei diritti della persona della Regione Veneto, la dottoressa Mirella Gallinaro, e il dott. Enrico Sbriglia, Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, per aver fortemente voluto questo importante momento di riflessione su un tema così delicato e attuale, che rappresenta una piaga profonda all’interno della nostra società”.

“La Regione e il Consiglio Regionale del Veneto sono da sempre in prima linea per sensibilizzare e attenzionare i cittadini in ordine alla violenza di genere che, purtroppo, negli ultimi anni, è cresciuta con una velocità allarmante – ha sottolineato Pigozzo - le donne che costituiscono la colonna portante della nostra società, sono vittime di una sotto cultura dilagante, fondata sulla negazione del loro essere ‘persone’. E non parlo solo di femminicidi, che rappresentano la punta dell’iceberg, ma anche di maltrattamenti, lesioni personali, fino a comportamenti persecutori di stalking, che incutono nelle vittime paura, ansia e timore. E’ assolutamente necessario invertire questa terribile escalation, inoculando in seno alla società civile gli anticorpi per contrastare e debellare ogni forma di violenza di genere. Iniziative come quella di oggi, rappresentano preziose occasioni di confronto, da cui si deve trarre la forza per sviluppare una capillare rete di collaborazione tra i diversi livelli istituzionali presenti sul territorio, coinvolgendo tutti, ciascuno per le proprie competenze in questa battaglia di civiltà”.

“Una efficace azione di prevenzione, caratterizzata da interventi di sensibilizzazione e di formazione – ha continuato Pigozzo - va portata avanti innanzitutto nelle nostre famiglie, nelle scuole, in tutti gli ambiti educativi, sportivi, culturali, affinché i bambini e i ragazzi di oggi possano un domani diventare adulti responsabili, capaci di vedere nel genere femminile un loro completamento e non un oggetto di proprietà”.  

“E questo impegno di sensibilizzazione e di formazione deve essere portato avanti con altrettanta forza anche all’interno degli Istituti di Pena – ha auspicato il Vice Presidente del Consiglio Regionale - Se la nostra Carta Costituzionale sancisce che le pene devono tendere alla rieducazione del condannati, allora penso che sia prioritario investire risorse ed energie per accrescere le competenze professionali degli operatori carcerari, sul tema della violenza di genere, dal momento che ogni giorno si trovano a stretto contatto e interagiscono con uomini che si sono macchiati di questi odiosi reati. Chi ha commesso violenza, morale e psicologica, nei confronti delle donne, e che giustamente sconta una condanna detentiva, non deve e non può essere lasciato solo, ma deve essere coinvolto in specifici programmi di recupero per essere supportato nella difficile, ma non certo impossibile, presa di coscienza del proprio essere e agire violento, al fine di rapportarsi in modo corretto e sereno verso le donne”.

“Ringrazio quindi ancora una volta quanti si sono spesi per dare vita a questo convegno – ha concluso Bruno Pigozzo - e che oggi ci offriranno importanti spunti di riflessione e azione per rinnovare il nostro impegno contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne”.

 

 

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