• CRV - Berlato (FDI-MCR): Le sinergie tra le attività portatrici della Cultura rurale, per il Veneto
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Berlato (FDI-MCR): Le sinergie tra le attività portatrici della Cultura rurale, per il Veneto

Presentate oggi a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Politica - Berlato (FDI-MCR): "Le sinergie tra le attività portatrici della Cultura rurale per il futuro del Veneto"

(Arv) Venezia 12 nov. 2019 - “Il grido d’allarme che proviene dai rappresentanti del mondo agricolo, e da Confagricoltura in particolare, deve essere recepito dalle istituzioni che devono mettere a disposizione gli strumenti adeguati per poter affrontare queste emergenze legate sia all’eccessiva presenza della fauna selvatica, sia all’invasione della cimice asiatica che sta creando una situazione drammatica sul nostro territorio. Le istituzioni devono fare la propria parte e la Regione del Veneto deve dar l’esempio”. Sono le parole con le quali il Consigliere Sergio Berlato, Capogruppo di Fratelli d’Italia - Movimento per la Cultura Rurale in Consiglio regionale del Veneto, ha presentato oggi a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa veneta, la conferenza stampa dedicata al tema “Le sinergie tra le attività portatrici della Cultura rurale per il futuro del Veneto”, in occasione della presentazione della manovra emendativa del bilancio regionale. Nell’occasione sono intervenuti anche il Presidente regionale di Confagricoltura Lodovico Giustiniani, il Presidente provinciale di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini e il Segretario dell'Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale - Onlus Vincenzo Forte, che ha illustrato anche le attività della Fondazione per la Cultura rurale - Onlus.

“Tre sono le emergenze principali vissute in questo momento dal mondo dell’agricoltura - ha ricordato il Presidente Giustiniani - innanzitutto quella costituita dalla presenza della cimice asiatica: stiamo parlando di danni stimati per oltre 100 milioni di euro, il 70, l’80, in alcuni casi il 100% delle colture ha subito danni, in particolare la coltivazione del pero rischia di sparire non solo dal Veneto, ma da zone più vaste del territorio italiano; nel corso dell’ultima campagna agricola hanno subito danni anche le coltivazioni orticole, quelle estensive. Non ci sono antagonisti veri e nemmeno prodotti chimici che consentano una vera difesa. Anche un stanziamento di modesta entità risulta importante perché dimostrerebbe che la politica si rende conto che siamo di dinanzi a un’autentica emergenza”.

“L’attacco della cimice asiatica - ha confermato il Presidente di Confagricoltura Rovigo - ha devastato il pero. Dobbiamo riprendere il tempo perduto, mettere in campo gli antagonisti naturali e i mezzi chimici consentiti. Il rischio è la scomparsa della frutticoltura, non solo nel Polesine. L’alternativa è il rischio che quest’inverno di proceda all’espianto del pero, e si tratta solo di un esempio, con perdita di investimenti fatti anche da giovani imprenditori agricoli”.

“Le altre emergenze - ha aggiunto il Presidente Giustiniani - che interessano il mondo agricolo sono costituite dai provvedimenti per la difesa del suolo: ricordiamo non solo il 2018 e i problemi sorti con la tempesta Vaia, ma anche i problemi che abbiamo vissuto con gli allagamenti, in particolare nella bassa padovana, del 2010 che hanno evidenziato la necessità di una costante manutenzione dei corsi d’acqua. Infine, la terza emergenza, i danni provocati dalla fauna selvatica: oggi in Veneto siamo di fronte a danni provocati da specie animali che in alcune zone sono insostenibili; alcuni esempi: il Parco Colli devastato dai cinghiali, le zone vallive dai cormorani, le zone montane della Lessinia, del Cansiglio e dell’Altopiano di Asiago caratterizzate da una presenza del lupo che sta creando grandi difficoltà”.

“Di fronte a queste emergenze che colpiscono un comparto economico formato da milioni di persone - ha dichiarato il Consigliere Berlato - le istituzioni pubbliche devono offrire risposte adeguate e concrete. Ad esempio, dinanzi all’emergenza provocata dalla diffusione della cimice asiatica, la regione può fare la sua parte, come ai tempi della mucca pazza, dando una dimostrazione di sensibilità, come la proposta di un fondo triennale del valore di 5 milioni di euro all’anno, in attesa dell’arrivo di altre risorse dallo stato e da organismi sovranazionali. Sul tema della difesa del suolo, siamo convinti che la prevenzione sia meno costosa dell’intervento emergenziale: servono la pulizia dei corsi d’acqua e soprattutto interventi di manutenzione costante, che costa sempre meno rispetto agli interventi di emergenza ai quali dobbiamo assistere, con interventi di manutenzione e pulizia di tutti i corsi d’acqua.

“Rispetto ai danni provocati dalla fauna selvatica - ha aggiunto in conclusione Berlato - è necessario tenere a mente che il nostro territorio non è spopolato di fauna selvatica, anzi, e la presenza non controllata crea gravi problemi alle colture agricole: si pensi agli effetti legati alla presenza delle nutrie, del cinghiale, del lupo, del gabbiano reale, una serie di presenze che devono essere riequilibrate, con metodi scientifici e obiettivi. L’esempio classico è quello del lupo, la cui presenza è compatibile con le attività antropiche, ma a condizione che ciò avvenga in maniera controllata, attuando le direttive europee come la Habitat, che vengono già applicati dagli altri stati UE con misure di contenimento del lupo. Ricordiamo che se i nostri territori vengono abbandonati dagli imprenditori agricoli non ci sarebbe più territorio ospitale, né  per gli uomini, né per la stessa fauna selvatica”.

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