COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - "Via libera al PdL n. 331 'Promozione cicloturismo e istituzione logo Venice Bike Lands'"

in Sesta Commissione

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Sesta Commissione - "Via libera al PdL n. 331 'Promozione del cicloturismo e istituzione del logo Venice Bike Lands'"

(Arv) Venezia, 26 giu. 2019 - Nella seduta odierna, la Sesta Commissione consiliare permanente – Presidente Alberto Villanova (ZP) e Vicepresidente Francesca Zottis (PD) – ha votato la norma finanziaria, munita del parere favorevole della Prima Commissione, in ordine al PdL n. 331 ‘Promozione del cicloturismo e istituzione del logo Venice Bike Lands’, di cui è primo firmatario Nicola Finco (LN), approvando poi all’unanimità la proposta normativa che era già stata esaminata nel suo articolato. Per l’esame in aula consiliare, è stato nominato Relatore il consigliere Finco.

In sintesi i principali contenuti del PdL n. 331: il cicloturismo riduce le distanze tra natura, ambiente, paesaggio e turista, il quale si trova pienamente immerso nell’ambiente che lo circonda, proprio grazie a questo tipo di turismo lento. Il cicloturismo, inoltre, rappresenta per molte destinazioni una opportunità concreta di rigenerare la propria offerta turistica. Le ricadute positive sono molteplici e misurabili. La Commissione Europea, secondo una recente indagine, ha valutato che il cicloturismo praticato lungo la rete europea di percorsi ciclabili (Eurovelo) genera una ricaduta economica di 47 miliardi di Euro/anno. Senza tener conto che il cicloturismo, se promosso e praticato secondo precise regole, è forse la forma, assieme al turismo escursionistico a piedi, più rispettosa dell'ambiente e del paesaggio, con riflessi di tutto rilievo sulla qualità dell'ecosistema. Con questa proposta di Legge, si vogliono creare in modo strutturale le migliori condizioni per la promozione del cicloturismo, che sta trovando ampia diffusione e interesse. Si ambisce a mettere a sistema le molte iniziative già in campo sia di parte pubblica, (non ultime quelle fin qui attuate dalla Regione del Veneto con diversi provvedimenti di Giunta), che di parte privata, già fruibili grazie a molti prodotti turistici pensati e fatti proprio per il cicloturismo. L'idea di fondo è quella di fornire una immagine unica di offerta cicloturistica a tutti gli amanti delle vacanze, in o con la bicicletta.

 

La Commissione ha audito Don Alberto Poles, Presidente di ‘Forma Veneto’, alla presenza dei rappresentanti della competente Struttura regionale. E’ stato evidenziato come Forma Veneto rappresenti e gestisca tutte le scuole regionali nell’ambito della formazione professionale. Si è posta attenzione in ordine ai fondi disponibili per garantire una adeguata programmazione regionale e sono state evidenziate le problematiche legate all’iscrizione degli studenti al quarto anno, anche se sono state  implementate le risorse nazionali duali. Ad ogni modo, nonostante il calo demografico, la formazione professionale non riesce a coprire tutte le domande. E’ stato altresì sottolineato il basso tasso di dispersione scolastica, che si attesta intorno al 10 percento.

 

La Commissione ha inoltre sentito il dottor Silvio Corso, Presidente Regionale Veneto AGeSC- Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e il dottor Stefano Montaccini, Rettore Scuole Romano Bruni, per acquisire informazioni in merito alla misura del ‘Buono Scuola’. L’AGesC è un organismo della CEI e ha 45 anni di storia, con una copertura pressoché totale sul territorio regionale. Le scuole paritarie offrono a pieno titolo un servizio pubblico e sociale. Il Buono Scuola, una eccellenza assoluta della Regione Veneto (sono solo due le regioni italiane che lo prevedono, tra cui appunto il Veneto), parametrato all’ISEE familiare, si è tuttavia ridotto nel corso degli ultimi anni rispetto alle rinnovate esigenze delle famiglie e a un rilevante aumento delle domande, per poter accedere alle scuole paritarie come scelta educativa, nonché per sostenere le disabilità.

 

 

La Commissione ha espresso a maggioranza il Parere di competenza alla Prima Commissione in ordine al Progetto di Legge regionale n. 440 della Giunta ‘Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018’.

 

Via libera a larga maggioranza, senza voti contrari, al Parere alla Prima Commissione in ordine al PdL n. 394 ‘Norme per il riconoscimento ed il sostegno del fenomeno sociale del controllo di vicinato nell'ambito di un sistema di cooperazione inter istituzionale integrata per la promozione della sicurezza e della legalità’, di cui è primo firmatario Roberto Ciambetti (LN).  Manca una legislazione nazionale in materia e si tratta di dare una cornice normativa, a livello regionale, a un fenomeno sociale, come il controllo di vicinato, che già esiste, nell’ottica di promuovere la legalità, favorendo anche l’aggregazione tra comuni e la rete sociale di comunità. Il controllo di vicinato è uno strumento dì prevenzione basato appunto sulla partecipazione attiva dei cittadini attraverso un controllo informale della zona dì residenza e la cooperazione tra cittadini ed istituzioni: a nessuno viene chiesto di lanciarsi in atti eroici od effettuare ronde, quanto, piuttosto, prestare maggiore attenzione a tutte le situazioni anomale che possano generare apprensione, informando gli abitanti della zona così da renderli maggiormente consapevoli di ciò che accade intorno a loro. Non a caso, nelle diverse realtà dove è già operativo, si è dimostrato che la collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima dì sicurezza che viene percepito da tutti i residenti e particolarmente dalle fasce più deboli, come anziani e bambini. Il controllo di vicinato presta attenzione a tutto quello che avviene nella propria area di competenza, nella vita quotidiana, creando canali di comunicazione tra vicini e collaborando con le Istituzioni, segnalando situazioni inusuali, collabora altresì con i residenti dell'area attraverso comportamenti di reciproca assistenza (ad esempio con il sostegno ai vicini anziani e soli, il ritiro della posta in caso di assenza, sorveglianza reciproca delle case, ecc.), e individua i così detti ‘fattori dì rischio ambientale’, segnalandoli opportunamente (ad esempio la scarsa illuminazione dì alcune zone, gli accessi vulnerabili, la presenza dì persone sole, ecc.). L’instaurazione di un dialogo continuo e costante tra gli Enti e le Comunità coinvolte nell'iniziativa, promuove sinergie con associazioni e cittadini che consentono dì rendere questi ultimi oltre che beneficiari, anche produttori di un servizio, quindi più attenti a rispettare e a far rispettare le regole, e incrementa così ì livelli di consapevolezza circa le problematiche del territorio, anche promuovendo una sicurezza partecipata attraverso formule e modalità dì reciproca attenzione e vicinato solidale.

 

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