COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Antimafia, il progetto "Giardino della legalità" ha fatto tappa a palazzo Ferro Fini

Oggi, nella sede del Consiglio regionale Veneto

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Antimafia - Il progetto "Giardino della legalità" ha fatto tappa a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto

(Arv) Venezia 7 set. 2018 -      “Sono quasi una trentina i ragazzi delle scuole superiori che hanno partecipato a questo laboratorio formativo scegliendo liberamente di impegnare una settimana delle loro vacanze estive per approfondire il tema delle mafie: sono doverosi e sentiti, quindi, i ringraziamenti e i complimenti per questa scelta, che possa essere di esempio anche per altri perché l’impegno va condiviso e quanto più possibile allargato a quanti hanno a cuore e manifestano sensibilità verso il bene comune”. Sono le parole del Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto Bruno Pigozzo che ha aperto oggi a Venezia, presso palazzo Ferro Fini, sede dell’Assemblea legislativa veneta, la tavola rotonda sul tema “Le mafie e il Veneto. Le periferie e l’antimafia sociale” promossa nell’ambito della sesta edizione del laboratorio formativo ‘Il Giardino della legalità’ di Campolongo Maggiore, il centro della città metropolitana di Venezia un tempo assurto alle cronache per lo stretto collegamento con l’organizzazione criminale di stampo mafioso nota come Mala del Brenta, laboratorio che prevedeva, oltre agli interventi del Vicepresidente Pigozzo e della Consigliera regionale nonché Vicepresidente della Sesta commissione consiliare che si occupa anche di promozione della legalità, Francesca Zottis (Partito Democratico), anche i contributi di Francesco Trotta, autore del libro ‘Confiscateli’, di Roberto Tommasi, coordinatore di Libera Veneto, di Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, di Maurizio Dianese, giornalista e presidente di Affari Puliti, di Danilo Toccane, della segreteria Spi-Cgil Veneto, di Massimo De Grandi, presidente Arci Venezia, di Claudio Rutka, presidente di Uisp Veneto, e di Davide Vecchiato, presidente di Arcisolidarietà Veneto. “Questo laboratorio - ha aggiunto il Vicepresidente Pigozzo - ha lo scopo di approfondire i temi delle mafie, della legalità e dell’impegno personale e sociale nei confronti di questi fenomeno. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, nel 2012, la legge 48 dedicata alla lotta contro il crimine organizzato, una legge che viene progressivamente attuata anche grazie a queste esperienze. Queste iniziative, quindi, vanno considerate come un investimento rivolto al futuro perché, attraverso il contatto con le istituzioni, i ragazzi hanno la possibilità di capire che il problema esiste e va affrontato insieme e che ognuno di loro quotidianamente ha uno spazio di azione nell’ambito della lotta alle mafie che richiede comportamenti, stili di vita, capacità di reazione e di denuncia: è un patrimonio che stiamo costruendo anche in Veneto affinché la legalità prevalga sul sottobosco della criminalità, dello sfruttamento e delle ingiustizie. Il Veneto vuole guardare al futuro in maniera positiva anche attraverso esperienze come il Giardino della Legalità”.

“Ringrazio il ‘Giardino della Legalità’ che ha promosso l’iniziativa con Davide Vecchiato e tutti coloro che sono intervenuti - ha sottolineato la Consigliera Zottis, coordinatrice della tavola rotonda - ed è stata l’occasione per lanciare l’idea di un ‘tagliando’ alla legge 48, provando ad avviare una proposta normativa che si occupi anche di ‘partecipazione’, in coerenza con il tema della tavola rotonda, incentrato sull’antimafia sociale e le periferie. Credo che sia importante capire come, nei vari settori, dall’urbanistica alla cultura passando per il sociale, si possa creare maggiore partecipazione attiva da parte delle associazioni e dei cittadini; la Regione può giocare un ruolo di indirizzo, di controllo e di collegamento tra queste diverse realtà creando forme di aggregazione che costituiscono la base per sconfiggere fenomeni come la mafia, la corruzione e la povertà: potrà essere uno strumento per ridare, come ci hanno chiesto i ragazzi anche oggi, dignità e credibilità alla politica, alle Istituzioni e allo Stato”.

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