COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Safest World Srl, da una intuizione la possibile soluzione contro il terrorismo veicolare

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La start-up di Bevagna, in provincia di Perugia ha creato dei dissuasori veicolari semoventi: «L’unico obiettivo è la sicurezza»

Al 30 giugno 2017 il numero di start-up in Italia iscritte al Registro delle Imprese era pari a 7.394, in aumento di 514 unità rispetto alla fine di marzo (+7,5%). A fine agosto il numero era ancora più alto: 7.709. Tra loro anche Safest World Srl, titolare di un brevetto innovativo, realtà nata in Umbria da circa un anno che, grazie all'intuizione di due giovani architetti, si sta imponendo nel settore della sicurezza. La Safest World Srl è una delle circa 130 start-up umbre che sperimentano ogni giorno innovazione e visione del futuro. Ma di che cosa si tratta? «Il nostro intento- spiegano dall'azienda - è stato quello di creare dei dissuasori veicolari semoventi antiterrorismo che permettano la massima sicurezza dell’area delimitata ma di facile spostamento in caso di necessità e urgenza».

Questi dissuasori prendono le sembianze di una colorata fioriera o di una fontana, possono anche essere utilizzati come eleganti desk informativi. Numerosi i rivestimenti esterni, così da poter essere posizionate nei più disparati contesti cittadini a seconda delle esigenze: «La struttura in acciaio e cemento armato che chiude il varco  (o i varchi) è capace  di fermare veicoli lanciati ad alta velocità contro la folla. In caso di necessità è in grado di spostarsi sui cingoli che permettono il passaggio di mezzi di soccorso, Facili da spostare e manovrare con un peso di circa 3,5 tonnellate questi dissuasori hanno superato i test antiterrorismo internazionali. In grado di fermare anche  mezzi pesanti e di essere governati da remoto con l'utilizzo di una speciale applicazione. «L’obiettivo principale- concludono i titolari- è quello di mettere in sicurezza i luoghi pubblici, senza creare allarmismo e con una rapida rimozione delle barriere per permettere l’accesso ai mezzi di soccorso ordinari».

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