COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Polletti (Prandoni & Curci): progettisti, costruttori e ascensoristi insieme per la sicurezza

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“L’ascensore è il mezzo di trasporto oggi più utilizzato al mondo: vi sono circa 750mila ascensori in Italia, oltre 3.5 milioni nella Comunità Europea, un numero imprecisato superiore ai 6 milioni nel mondo. Mentre ci si avvia quindi sul piano mondiale verso una media di un ascensore ogni mille abitanti, nei Paesi mediterranei, ed in particolare in Italia, siamo già ampiamente sopra ad una di un ascensore ogni cento abitanti. Si tratta quindi di un settore non irrilevante, in sicuro sviluppo, meritevole di un’attenzione maggiore di quella che ha ottenuto sinora”.

Esordisce così Paolo Polletti della storica società milanese Prandoni & Curci, madre degli ascensori italiani, un mezzo di trasporto che fa parte oramai della nostra vita quotidiana quanto l’auto o i mezzi pubblici.

Dal punto di vista del mercato, gli ascensori si possono suddividere forse in 5 principali tipi: ascensori ad uso misto di persone e merci, elevatori per disabili, ascensori per edifici bassi, prevalentemente condominiali e fino a 8 fermate, ascensori per edifici dalle 8 alle 20 fermate, e infine ascensori per grattacieli.

Le tecnologie oggi utilizzate negli ascensori sono prevalentemente impianti idraulici, elettrica a due velocità, con velocità regolata in VVVF, con motore a magneti permanenti e con motore in CC.

“Per progettare l’inserimento di un ascensore in un edificio ed acquistarlo - osserva Polletti - si dovrebbero seguire procedure diverse a seconda della complessità dell’intervento. La maggior parte degli oltre 15mila impianti che si installano ogni anno in Italia sono semplici, ma ciò non deve far credere che sia bene sistematicamente sottovalutare i relativi problemi”.

Nel mercato italiano una quota importante è rappresentata dagli edifici esistenti in via di ristrutturazione, dove è l’ascensore che deve adattarsi ai luoghi e non viceversa. “In questi interventi, in generale, è preferibile la tecnologia idraulica, perché in questo caso tutti i carichi si appoggiano in basso, cioè che non avviene con le tecnologie elettriche, con o senza locale macchine. E’ necessaria, inoltre, una preventiva analisi della popolazione dell’edificio, del traffico, e quindi uno studio adeguato di quale combinazione di numero di impianti, di portata e di velocità meglio risponde alle future esigenze degli utilizzatori ed abitanti dello stabile”.

Il progettista, inoltre, deve conoscere gli ingombri lordi verticali e orizzontali dell’impianto, per costruire un vano adeguato allo stesso (con la sua fossa e testata), nonché le caratteristiche del locale macchine, ove presente.

Una esigenza da tenere sempre presente, in ogni caso, è l’accessibilità dell’impianto ai disabili, tenendo conto che esistono norme nazionali ed internazionali da applicare, sulle minime dimensioni delle porte e delle cabine, e su alcuni altri aspetti.

Gli ascensori interferiscono poi con l’edificio sotto vari aspetti: la normativa antincendio, ove applicabile, la compatibilità elettromagnetica (in modo che le apparecchiature elettroniche oggi installate sugli impianti non ne disturbino altre nei dintorni, e non ne siano disturbate), il rumore, le vibrazioni, ed in futuro forse il risparmio energetico e le norme antisismiche.

A tutto ciò si aggiungono le varie leggi e normative, in particolare in Italia il DPR 162 del 1999, che rappresenta l’adozione della Direttiva 95/16/CE: l’impianto va sempre collaudato dall’azienda stessa, se abilitata, o da un Organismo Notificato, va marcato CE e fornito di dichiarazione di conformità, va dichiarato al Comune di competenza che gli assegnerà un numero di matricola, va assoggettato ad un obbligatorio contratto di manutenzione con azienda abilitata, e con un contratto di verifica biennale da parte di un Organismo Notificato o competente. Gli Organismi, a loro volta, vengono verificati dal Ministero delle Attività Produttive nel quadro del controllo del mercato previsto dalla Direttiva Europea.

Conclude Polletti: “Qualcuno penserà: quante complicazioni per un semplice impianto! Si rifletta però che molte persone sono coinvolte nella sua installazione, manutenzione, verifica e soprattutto uso: con diversi miliardi di corse all’anno, gli incidenti restano rarissimi. Vogliamo tutti che la situazione resti così, anzi migliori, ed è per questo che tutti, progettisti, costruttori, ascensoristi, dobbiamo lavorare bene”.

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