COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Confindustria,la sfida dell’Economia Circolare: le case history liguri

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A Genova per la quarta tappa di Management e imprese alla sfida dell’economia circolare” è stata Sonia Sandei, vicepresidente di Confindustria Genova e fare una fotografia della Liguria in termini di economia circolare.

“Per questo territorio quello dell’economia circolare è un appeal fondamentale per due aspetti: in primis la gestione dei rifiuti che viene affrontata dall’amministrazione in maniera molto decisa con il sostegno anche di Confindustria e delle imprese di Confindustria. Il secondo tema riguarda soprattutto la sostenibilità e la possibilità per le imprese di partecipare a progetti di sostenibilità. Il nostro territorio ha una fortissima tendenza all’innovazione che può essere coniugata con la sostenibilità e l’economia circolare. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti possiamo fare molto anche perché questo è un territorio per gran parte boscato e c’è quindi la possibilità di riutilizzare anche lo scarto della potatura, per la gestione del futuro potrebbe essere un aspetto molto interessante. Ci sono anche molte aziende che hanno un’esperienza trentennale nella gestione dei rifiuti che sul tema dell’economia circolare si stanno impegnando e stanno anche cercando di proporre progetti innovativi proprio per la gestione della frazione organica del rifiuto e per supportare l’amministrazione nel progetto di gestione dei rifiuti e di gestione della differenziata”

 

Le Best Practice liguri

 

Carolina Candelo, progetto Dixpari – Spa (Stampaggio Plastica Affini)

“Per raccontare della nostra esperienza di economia circolare occorre fare un piccolo passo indietro nel lontano 2011 quando il valore per il rispetto dell’ambiente e la filosofia ecocompatibile che ha sposato mio padre e l’azienda di famiglia ha determinato la ristrutturazione della palazzina degli uffici secondo i paradigmi della bioedilizia. Il progetto di realizzare un’azienda ad impatto ambientale zero, tutta in legno e argilla, costruita con tetto verde, certificata CasaClima Gold Nature fu affidato a due architetti genovesi Antonella Pugno e Paolo Lanfranconi. Proprio Antonella, una cara amica, in occasione della ristrutturazione della palazzina notò una strana focaccia di materiale termoplastico che trasformò in lampada e ne fece dono a mio padre in occasione dell’inaugurazione della palazzina ‘bio’. Ed ecco che quando io ho fatto il mio ingresso in azienda nel 2014 ho notato questo strano oggetto luminoso nella sala riunioni e mi sono innamorata sin da subito soprattutto dei suoi ingredienti. L’idea fondamentalmente che lo sfrido della nostra produzione potesse essere recuperato e trasformato in risorsa, avesse proprio come out put produttivo un oggetto di design ecologico ed irripetibile mi ha fatto venire l’idea di avviare un progetto di economia circolare. Dixpari è uno sfrido di produzione che rinasce e vibra di luce propria. Dixpari sposa i due principi dell’economia circolare e cioè la materia che per le più svariate ragioni deve essere smaltita in quanto scartata, parliamo di materia termoplastica, in quanto la mia azienda di famiglia stampa materiale plastico ritorna ad essere fonte di materia prima seconda. Viene impressa bellezza e personalità a questo scarto aziendale fisiologico. In secondo luogo essendo l’output produttivo delle lampade, degli oggetti appunto di design evidentemente questi sono stati già progettati per non divenire obsoleti. I nostri sono tutti pezzi unici firmati e numerati quasi come un oggetto d’arte quindi non soffrono il rischio dell’obsolescenza, hanno una vita potenzialmente infinita. Sono pensati per essere illuminati con l’energia a basso consumo led la cui vita utile stimata è veramente lunghissima, tanto è vero che la nostra ‘primogenita’ è accesa nella nostra sala riunioni sempre 24 ore su 24 dal 2011”.

 

Rosario Capponi, progetto Ariadne – Futuredata

“La nostra azienda è una startup innovativa che sta sviluppando il progetto Ariadne: un sistema che permette di conoscere cosa c’è in un apparecchiatura elettrica, scannerizzando il codice del prodotto. Obbiettivo: la possibilità di migliorare la selezione ed il recupero di materiali che sono interessanti e di valore ma che hanno il problema di essere presenti in piccole quantità e quindi poco recuperabili sia da un punto di vista tecnico che economico. Sapendo dove e cosa recuperare si può ottimizzare il processo di recupero. È questo il primo passo per aspirare alla produzione di apparecchiature elettriche con materiali di recupero. Il rame, l’oro, l’argento, il palladio o l’alluminio, il ferro e lo stagno, ma anche terre rare, indio, niobio: materiali estremamente importanti per le tecnologie e le funzionalità, ma che allo stesso tempo oggi non hanno una filiera di recupero efficiente come noi vorremo”.

Luigi Orlando, Ecolegno Genova e Re.Vetro

“Parlare di economia circolare parlando di vetro è molto facile, il vetro da sempre, da millenni è sempre stato riciclato ma ovviamente dagli anni ’80 si è passato ad un riciclaggio di rifiuti provenienti da raccolte differenziate stradali. La nostra attività infatti è nata nel 1984 ed è nata forse proprio in maniera lungimirante con l’idea di economia circolare. Un concetto ancora in divenire ma che noi abbiamo applicato nel cercare di attivare una filiera corta che dalla raccolta differenziata portasse il materiale in un impianto di trattamento più vicino possibile e poi venisse rifuso nelle vetrerie limitrofe. Quindi il concetto di economia circolare secondo me è ben applicato perché riunisce il significato di chiusura del ciclo a un fattore economico molto importante: quello della filiera corta. Il vetro che ancora oggi viene raccolto in Liguria viene trattato e riciclato in azienda in Liguria e rifuso da una vetreria in Liguria.

Ecolegno invece è nata con lo scopro di riciclare tutto il legno proveniente dalle attività nell’area di Genova. Ad oggi ricicliamo una ventina di migliaia di tonnellate di legno che ha le più diverse provenienze e anche quattro tonnellate di rifiuti biodegradabili. Il riciclo del legno ha una filosofia di economia circolare proiettata al futuro: si auspica attraverso questi processi che stanno iniziando a crescere di attrarre e applicare nuove filiere. Genova segue questa filiera per attivare processi eco innovativi: non seguire più solo la filiera del pannello truciolare ma di cercare anche altre forme di smaltimento. Questo anche nel campo delle bio plastiche, della biochimica, nella ricerca di enzimi che diano anche valore aggiunto al materiale da noi raccolto. Questa è la base ed il futuro dell’economia circolare che vedrà la sfida dei prossimi anni: trovare sbocchi a tutti i materiali provenienti dalla raccolta differenziata urbana”.

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