COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Monitoraggi e debiti bancari, nodi ancora da sciogliere nella legislazione

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Secondo Gianfranco Senia, specializzato in consulenza tecnico-finanziaria “a parte il Testo Unico Bancario, in materia e su alcuni aspetti in particolare (come ad esempio la formula da adottare per il calcolo degli interessi, utile a configurare ipotesi di usura bancaria) sarebbe utile un intervento chiarificatore del legislatore, per agevolare il nostro lavoro e per meglio tutelare cittadini e imprese rispetto agli istituti bancari”.

 

“In materia bancaria, a differenza di quanto avviene in altri campi, le leggi sono poche e scarne” dichiara Gianfranco Senia, titolare dell’omonimo studio specializzato in consulenza tecnico-finanziaria e “banking problem solving”. “Tranne il testo unico che si compone di oltre cento articoli, il legislatore nel tentativo di fare sintesi, ad esempio con la Legge 108/96 o della Legge 24/200, ha lasciato molti aspetti aperti”.

In primis, la formula matematica da adottare nel conteggio degli interessi. “Ne esistono due nella prassi. Una è quella contenuta nelle istruzioni fornite dalla banca d’Italia. L’altra è quella adottata dalla maggior parte dei consulenti tecnici. Questo fa sì che I magistrati si trovino di fronte ad un bivio, quando devono decidere in merito ad un contenzioso. Ad oggi però il legislatore non si è ancora espresso su quale delle due debba considerarsi corretta”. Altro tema delicato è la commissione di massimo scoperto. “Nel 2009 – spiega Senia – la legge 2 ha abolito la commissione di massimo scoperto, che è un onere aggiuntivo a parte gli interessi passivi, facendo nascere tuttavia altre commissioni, ovvero altre voci di costo in sostituzione della prima. In questo caso però il legislatore ha voluto fare chiarezza sul post, poichè è ben chiaro che la commissione abolita rientra oggi nel calcolo del tasso effettivo ai fini dell’usura, ma non ha detto nulla per il passato. Per l’arco temporale precedente, la norma non parla di sanatoria, però alcuni colleghi la ritengono una sanatoria”. In questo caso la situazione è meno complessa. “Tra le regole generali dell’ordinamento giuridico italiano per me è la numero uno è la gerarchia delle fonti. Ovvero quando una legge predomina su un’altra. Esiste una gerarchia tra le fonti dalla quale non si può prescindere quando ci troviamo di fronte ad una nuova legge.  Io parto sempre dalla gerarchia e mi chiedo quale sia la ratio del legislatore. Nel caso specifico della legge 2/2009 richiamata, non nasce per sanare una situazione, ma per abolire un costo ritenuto troppo pressante e costoso per le aziende e per i privati.

L’onere va considerato nel tasso effettivo ai fini dell’usura, null’altro. Chi vuol leggere quel che non è scritto, lasci pure la fantasia nel cassetto”. “Ciò detto – conclude Senia - qualche piccola ulteriore definizione da parte del legislatore per agevolare il nostro lavoro e per meglio tutelare cittadini e imprese rispetto agli istituti bancari non guasterebbe”.

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