COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale IMG SOLUTION SRL

Come scegliere il prestito personale più conveniente nel 2019: consigli utili

Negli ultimi anni sono aumentate nel nostro Paese le richieste di prestiti personali, con una crescita delle domande di finanziamento salita dell’11,5% del primo trimestre del 2019. Purtroppo tale situazione rispecchia le condizioni di difficoltà in cui versano molte famiglie italiane, la cui capacità di risparmio è crollata di oltre il 20% dalla crisi internazionale del 2008, toccando soglie minime mai registrate prima.

Nonostante una leggera ripresa della congiuntura economica, sono sempre di più le persone che ricorrono a banche e finanziarie, per pagare a rate non solo spese improvvise e grandi investimenti, come l’acquisto della prima casa, ma anche spese ordinarie come i libri di scuola, le vacanze e l’acquisto degli elettrodomestici. Ecco perciò alcuni consigli utili degli esperti di ilprestitoperme.com , per scegliere un prestito personale adeguato alle proprie esigenze e non eccessivamente costoso.

Tassi d’interesse: significato e caratteristiche principali

Una delle voci di spesa più importanti, quando bisogna richiedere un prestito personale, è rappresentata dal tasso d’interesse, che incide direttamente sul costo complessivo del finanziamento. Solitamente le banche e le finanziarie indicano due tassi di riferimento, il TAN o tasso annuale nominale e il TAEG, tasso annuale effettivo globale. Il primo si riferisce al tasso d’interesse netto applicato al prestito su base annua, strettamente legato al piano di ammortamento concesso e non sempre un indicatore così affidabile.

Il TAEG invece comprende tutti i costi del prestito, inclusi il tasso d’interesse nominale e le altre voci accessorie, come le spese d’istruttoria della pratica, eventuali polizze assicurative obbligatorie e oneri di gestione. Sicuramente il TAEG è un riferimento più preciso, che consente di determinare con maggiore efficacia l’effettiva convenienza o meno di un prestito personale. Infatti non è detto che un finanziamento con un TAN più basso sia realmente meno costoso, poiché se l’altro ha un TAEG molto più basso potrebbe risultare meno oneroso, nonostante il TAN più elevato.

In linea di massima è consigliabile comparare sempre il TAEG per analizzare i prestiti, un valore chiamato anche indicatore sintetico di costo (ISC). Questo parametro permette di avere un quadro della situazione più dettagliato, considerando non solo il tasso d’interesse nominale, ma tutti i costi accessori del finanziamento. Quest’ultimi possono far lievitare il costo del prestito, con una differenza che può andare da poche decine di euro fino a diverse centinaia, considerando tutto l’arco temporale di rimborso.

Spese accessorie e commissioni: attenzione ai costi nascosti dei prestiti personali

Come abbiamo appena visto non basta guardare il TAN di un prestito, perché i costi accessori possono far aumentare notevolmente la spesa complessiva, ovvero l’importo totale restituito al termine del rimborso del finanziamento. Prima di richiedere un prestito personale è fondamentale leggere attentamente il contratto, analizzando non solo tutte le commissioni applicate dalla banca o dalla finanziaria, ma anche eventuali penali e costi aggiuntivi previsti per l’estinzione anticipata, la modifica del prestito oppure il pagamento in ritardo di una o più rate.

Di solito i costi applicati dalle società sono le spese d’istruttoria della pratica, i costi d’incasso delle rate mensili, la gestione del prestito, le spese di chiusura, l’imposta di bollo e l’invio delle comunicazioni periodiche. Tuttavia alcune banche mettono a disposizione degli utenti condizioni agevolate, soprattutto per quanto riguarda i prestiti personali online, che il più delle volte non prevedono spese di istruttoria o di gestione, ma il solo pagamento dell’imposta sostitutiva e dell’eventuale copertura assicurativa.

In particolare l’assicurazione può far lievitare molto il costo totale del prestito, quindi bisogna fare attenzione alla sua reale convenienza. Nella maggior parte delle occasioni l’assicurazione non è obbligatoria, infatti viene richiesta soltanto sui mutui ipotecari e le cessioni del quinto, prestiti personali richiedibili dai dipendenti pubblici e privati, che prevedono il pagamento delle rate mensili attraverso una trattenuta sulla busta paga. Diverse società mettono a disposizione prestiti flessibili, con opzioni che permettono di saltare alcune rate o modificarne l’importo, rendendo poco necessaria la presenza di una polizza assicurativa.

L’importanza della durata del prestito per abbattere i costi

Un altro consiglio utile, che consente spesso di diminuire i costi del prestito, consiste nella scelta della durata migliore. Basta richiedere un preventivo online presso qualsiasi finanziaria specializzata, oppure su un portale web di comparazione dei prestiti, per accorgersi come la durata influisca pesantemente nel costo complessivo del finanziamento. Purtroppo non esiste un modello unico che consente di stabilire la durata ideale, poiché esistono molti fattori che incidono su questo valore.

Allo stesso tempo è importante che il prestito sia facilmente ripagabile, dunque l’importo richiesto deve essere in linea con la propria capacità reddituale. Per questo motivo bisogna sempre adattare la richiesta alle proprie disponibilità, evitando importo troppo elevati o durate eccessivamente lunghe, oppure tempistiche molto brevi che di solito offrono costi più alti. La soluzione migliore è richiedere un prestito di importo medio, da rimborsare da 24 a 60 mesi. Tuttavia è necessario analizzare ogni caso singolarmente, poiché una scelta errata può comportare un aumento dei costi accessori fino al 30%.

Per maggiori informazioni: http://www.ilprestitoperme.com/

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