COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Il Barocco secolo di contrasto ed equilibrio secondo Luigi Pignatale

Il Seicento - per lo scrittore pugliese - è il secolo del contrasto ma anche unico dell’equilibrio (non v’è luce senza ombra, nullum bonum sine malum). Nel Rinascimento infatti l’Uomo ha distolto lo sguardo da Dio e lo ha rivolto verso di sé (al divino presente in lui), perfino guardando la Natura con sospetto in antitesi al dato fisiocratico proprio del Tomismo, nel Barocco invece si depositano le scoperte rinascimentali e anche a causa di un contesto geopolitico ampiamente peggiorato (Guerre d’Italia, Guerra dei Trent’Anni, Guerra di Smalcalda), alle certezze passate (l’arteficiosità umana, la volubilità della Fortuna), si sostituiscono le incertezze moderne (il dubbio, l’errore, l’ignoto), riconducendo a Dio  - lo smarrimento riconduce sempre a Dio -  in maniera nemmeno lineare come nel Gotico ma voluttuosa. L’epoca in cui si afferma la modernità non disgiunta dal fantastico dopo un Umanesimo scettico e prima di un Illuminismo ateo  - col Metodo di Galileo -  a raccontare la tangibilità dell’ineffabilità divina.

Un periodo di degrado come il nostro dove insistono Fede e Ragione (La scienza spiega come, la Religione il perché diceva Wojtyla, La Religione senza scienza è zoppa, la scienza senza Religione è cieca aggiungeva Einstein), dove la Bellezza non è fine a se stessa ma è strumento di Dio per l’ordine del Mondo e la scienza è Etica che combacia con l’Estetica che corrisponde alla Natura che la prima studia. Per dirla con Leibenitz: “sono così a favore dell’Infinito che invece di affermare come la Natura lo aborra piuttosto sancisco che essa ne mostri con efficacia la perfezione del suo autore”.

Il tempo di un Idealismo al limite del dogmatico che va da quello laico a quello emotivo posandosi su quello gnoseologico in perfetto contrappeso all’Empirismo.

D’altronde anche per Jasper è la mente a costruire la realtà almeno nel senso di intuito collettivo  - in principio era il Verbo -  quanto al secolo alto e inimitabile dello Stupore, del Teatro del Mondo, della vita quale sogno.

Il Barocco sublima così il Rinascimento rimettendo in alto Dio  - in un rinnovato Teocentrismo -  con una Conoscenza negata al Medioevo realizzando una sinapsi perfetta tra mondo celeste e mondo terreno.

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