COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Radiologia Claro a Roma riapre con un approccio rinnovato verso il paziente

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Ecografie, mammografie e diagnostica odontoiatrica con tecnologie sempre più all'avanguardia. Quel che resta marginale talvolta è invece il contatto con il paziente. Ed è invece con questo approccio di grande attenzione alla persona che Radiologia Claro, il centro radiologico a Roma (Ardea), riapre al pubblico. “Con la precisione di sempre – commenta il direttore Giuseppe Tagliaferri – ma con una comunicazione più attenta e su misura di ogni paziente che si rivolge al nostro centro”. 

L’attuale iperspecializzazione nel campo della medicina si traduce nella ipersegmentazione nella diagnostica radiologica. Con il rischio che un paziente, dopo aver effettuato una radiografia, si trovi con una diagnosi della quale comprende poco o nulla e senza alcuna possibilità di interfacciarsi con un medico. Per questo Radiologia Claro, il centro di diagnostica con sede a Roma in zona Tor San Lorenzo (Ardea), in occasione della sua riapertura avvenuta da qualche mese, ha deciso di porre maggiore attenzione anche al paziente. “E' un nuovo approccio che stiamo dando al centro – spiega il direttore dott. Giuseppe Tagliaferri – perchè in una branca come la nostra la comunicazione è fondamentale”. Ciò che riscontra oggi nella radiologia è infatti la segmentazione della professione. C'è ad esempio chi fa mammografie e chi è specializzato in neuroradiologia. “Manca spesso – sottolinea Tagliaferri – la conoscenza del paziente e il raccordo tra le diverse indagini, cioè un medico che possa analizzare anche la semplice diagnostica radiologica avendo un quadro d'insieme del paziente”. “L’ecografia – aggiunge - a differenza degli altri esami, lo si fa direttamente con il paziente. Il paziente è partecipe, si rende conto che focalizzi l’attenzione verso l'uno o l'altro organo. Non avviene così con gli altri esami. E spesso le persone hanno necessità anche solo di parlare”. Per questo nel centro sono stati previsti, sempre nel rispetto degli orari concordati, tempi di visita leggermente più lunghi tra un paziente e l'altro, “perché è fondamentale non solo la parte interpretativa dell'esame effettuato ma – conclude Tagliaferri – la comunicazione, e cioè che ogni paziente abbia il tempo e la possibilità di ricevere direttamente dal medico radiologo le spiegazioni che desidera”.

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