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Calvizie Femminile? Una donna su 4 ne soffre, la novità e come agire.

Calvizie Femminile, il Dott Mauro Conti Direttore scientifico di HairClinic ci parla delle strategie e soluzioni contro la calvizie femminile e per ritrovare capelli sani e robusti.

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Calvizie Femminile, le donne che soffrono di calvizie oggi possono salvare i propri capelli, a patto che agiscano tempestivamente e con un azione completa e avanzata.

Grazie alla ricerca e alle nuove tecnologia si possono sfruttare le potenzialità e i benefici promossi da una Terapia Medica Rigenerativa all’avanguardia e senza chirurgia, Calvizie Femminile, i capelli sono da sempre l’immagine della femminilità e della seduzione, ma sono circa 4 milioni le donne in Italia che soffrono di perdita di capelli. Il problema si manifesta con una serie di fenomeni tra i quali i più comuni sono un considerevole aumento della caduta dei capelli stessi e molto spesso un loro evidente assottigliamento fino ad arrivare a un lento e progressivo diradamento.

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Calvizie Femminile, quali sono le cause della perdita di capelli femminile?

Anche nelle donne tra le più importanti cause della perdita di capelli troviamo il Diiddrotestosterone, non è un derivato del testosterone, e la Prostaglandina PGD2, un enzima che “spegne” letteralmente i follicoli piliferi. A tutto questo si aggiungono le famose concause personali, e altre cause ancora tuttora sconosciute. Sotto accusa ci sono anche diversi altri fattori già noti - vedi fattori genetici, eccessivo stress o malattie autoimmunitarie, i cambiamenti ormonali dovuti a menopausa e gravidanze, nonché diede troppo severe, che possono influire infatti sulla salute dei capelli e indebolirli. In tante situazioni osserviamo a momenti di maggiore caduta, causata da regime alimentari troppo squilibrati, deficit di ferro, zinco, magnesio, trattamenti aggressivi. La perdita dei capelli ha quindi cause tra le più diverse e variabili ampiamente da un soggetto all’altro, e a volte anche nello stesso soggetto. Di certo i campanelli d’allarme da tenere sotto controllo sono almeno tre: un lentissimo seppur progressivo diradamento dei capelli, un drammatico aumento della caduta dei capelli stessi o una loro esagerato assottigliamento nel corso del tempo.

Calvizie Femminile, anche per le donne possiamo parlare di Alopecia Androgenetica?

Se è vero che le donne hanno meno problemi di calvizie rispetto agli uomini, ma non sono al riparo dalla alopecia androgenetica tanto da poter parlare di alopecia androgenetica femminile o più comunemente chiamata calvizie femminile, una malattia molto più diffusa di quanto si possa pensare.
Ne soffre una donna su quattro. L’aopecia androgenetica come ha sottolineato il Dott. Mauro Conti Direttore Scientifico di HairClinic Italia, Clinica d’eccellenza specializzato in Medicina Rigenerativa Multidisciplinare applicata alla cura della calvizie, è provocata dalla sofferenza del bulbo pilifero adopera di un derivato del testosterone il DHT Diiddrotestosterone. Nella donna questo ormone è prodotto dall’ovaio, è responsabile di creare un’infiammazione a livello del plesso follicolare dove i follicoli vengono nutriti, creando danno ai capillari e ai follicoli e rendendo sempre più difficoltosa l’attività rigenerativa del follicolo che a sua volta diventa sempre più piccolo, fino a chiudersi.

Calvizie Femminile, il Diiddrotestosterone (DHT) non è il solo responsabile della perdita di capelli nelle donne.

Le cause delle calvizie femminile dipendono sempre da un insieme di cause comuni e di una serie di concause diverse da persona persona. Il Dott. Mauro Conti ha evidenziato che recenti studi scientifici internazionali hanno dimostrato che la causa più importante della calvizie è la ProstaglandinaD2 (PGD2). infatti, nel cuoio capelluto soggetto a calvizie è stata riscontrata una quantità anomala di una proteina chiamata la ProstaglandinaD2 (PGD2), che è invece un mediatore delle infiammazioni, come la classe di composti a cui appartiene. Il suo ruolo è quello di mantenere un generalizzato stato infiammatorio dei tessuti, che quindi amplifica l’azione già negativa del DHT.

Calvizie Femminile, quali possono essere le soluzioni alla calvizia femminile e quali novità ci offre la ricerca scientifica?

I farmaci possono “ostacolare” il DHT e migliorano il microcircolo, ma da soli non possono agire sulle altre cause e concause della patologia. I protocolli di medicina rigenerativa hanno la capacità di rianimare i follicoli e far nascere capillari e follicoli nuovi, cosa che i farmaci non riescono a fare. Le donne per loro fortuna rispondono bene alla Medicina Rigenerativa e possono attraverso di essa irrobustire i loro capelli e vedere la crescita di capelli nuovi. Il follicolo pilifero e l’unico organo del nostro corpo che si rigenera ciclicamente nel corso della vita.

Medicina Rigenerativa, è questo l’approccio più completo contro le calvizie.

La parola chiave per contrastare il problema è dunque “Medicina Rigenerativa Multidisciplinare”: un insieme di attività interdisciplinari volte a rigenerare cellule, organi e tessuti compromessi da malattie o dall’invecchiamento cellulare. L’obiettivo non è quello di sostituire il tessuto, ma di rigenerarlo biologicamente. Nei casi di diradamento, assottigliamento dei capelli, alopecia con diradamento spasso o localizzato, nella maggior parte delle pazienti non è necessario ricorrere alla chirurgia per avere la densità di capelli perduti. anzi, in questi stadi di perdita di capelli e calvizie il trapianto di capelli oltre a non essere risolutivo sulla problematica, risulterebbe deleterio per causa del conosciuto effetto shock-loss dovuto al traumatismo del trapianto stesso su i follicoli danneggiati presenti nelle aree diradate.

Le terapie a base di URC (Unità Rigenerative Cellulare), cellule ad alta capacità rigenerativa autologhe, ovvero della paziente stessa, in grado di lavorare efficacemente per regolare l’attività di vita dei bulbi piliferi. Vengono associate a un follow-uo mirato e costruito su ogni persona attraverso l’analisi Genomica e della Membrana Cellulare, il pool di esami è ad oggi il più selettivo disponibile, attraverso gli esiti si può realmente lavorare sulle reali problematici della paziente legata alla propria calvizie.

La Medicina Rigenerativa Multidisciplinare, va bene anche nei casi di calvizie avanzata?

Nei casi di calvizie avanzata nei quali il follicolo fosse atrofizzato non avviene alcun miracolo, non c’è nessun modo di rianimare il follicolo morto, e bisogna diffidare di chi sostiene il contrario.In questi casi bisogna partire sempre dalla terapia di Medicina Rigenerativa associando un rinfoltimento microchirurgico. Solo l’associazione delle due fasi potrà portare ad un risultato completo e di valore, se prima non si cura la patologia in modo serio e completo, se non si creano vere basi di salute e si riporta una cute danneggiata ad essere fertile, il trapianto di capelli non potrà essere una soluzione completa. Dunque la risposta è -SI- non solo la Medicina Rigenerativa Multidisciplinare va bene anche nei casi di calvizie avanzata ma è una fase determinante ai fini di un risultato più bello esteticamente più completo e duraturo.

Calvizie Femminile e Protocollo bSBS, in quali casi si ottengono i migliori risultati?

I massimi benefici e risultati si ottengono dunque nei casi di diradamento, assottigliamento dei capelli, alopecia con diradamento sparso o localizzato, situazione che riguarda più del 93% delle pazienti trattate. Per quello che riguarda la casistica HairClinic, i migliori risultati sono stati raggiunti con la Terapia bSbs, le pazienti affette da alopecia androgenetica rispondono in modo concreto al protocollo di Medicina Rigenerativa Multidisciplinare senza ricorrere all’autotrapianto, che peraltro non cura ne rigenera i capelli - promuovendo significatamente e senza intervento chirurgico, un vero contrasto all’evoluzione delle calvizie e di favorire la massima rigenerazione follicolare autologa. L’obbiettivo raggiunto è quello di promuovere una crescita migliore e maggiore dei fusti dei capelli è una stimolazione da parte delle cellule staminali che ancora rimangono all’interno del cuoio capelluto, e quindi ottenere una significativa ricrescita di capelli dai follicoli non atrofici e ancora attivi. Il tutto porta ad un’inversione del processo di invecchiamento cellulare precoce, ad un aumento della densità globale e alla massima rigenerazione follicolare autologa.

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Riassumendo quali sono i 5 punti di forza del Protocollo bSBS?

Si tratta di una procedura non invasiva che dura dalle 2 alle 3 ore senza chirurgia, è diviso in 5 fasi ben distinte dove si alternano tecnologie avanzate in grado di affrontare le calvizie a 360° gradi. È eseguito solo da personale medico e in struttura clinica, NON in un centro tricologico. Include le analisi più avanzate disponibili, permettono di creare un follow-up cucito su ogni paziente e sulla sua calvizie volto a stabilizzare i risultati. Non è doloroso e non richiede anestesia sottocutanea. Non c’è taglio dei capelli. Non lascia alcun segno dopo la sessione. La ripresa alla vita sociale è immediata, non c’è stop dal lavoro o dallo sport anche agonistico. Non ha effetti collaterali e controindicazioni, questa è una delle peculiarità più importante della metodica. Riassumendo, il Protocollo bSBS non è una terapia miracolosa e nemmeno un semplice trattamento cosmetico, rappresenta un approccio serio dalle più alte possibilità di successo.

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