COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Guido Lucchini: «Partecipazione e comunicazione valgono anche per chi opera per la salute»

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Il presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri del Friuli Occidentale spiega come sia cambiato il ruolo dell’Ordine, chiamato a svolgere sempre funzioni di concertazione per una condivisa co-gestione del paziente.

I modelli di partecipazione da parte del cittadino e di una più diretta comunicazione valgono anche per chi opera per la salute. A esserne convito è Guido Lucchini, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Pordenone, che in questa fase di evoluzione dei modelli di assistenza sanitaria, sostiene la necessità di affinare i tavoli di concertazione tra figure professionali e di rapporto diretto con gli utenti. «L’Ordine deve svolgere una funzione di interlocutore con i cittadini che vanno informati accuratamente ed educati rispetto a un modello socio-assistenziale che sta cambiando» spiega Guido Lucchini. In trent’anni nel Friuli Occidentale si è passati da oltre 3500 posti letto nei diversi ospedali della provincia agli attuali 930. Nei presidi ospedalieri sono mediamente ricoverati 630 pazienti al giorno, a fronte dei 1650 ammalati che quotidianamente sono assistiti domiciliarmente, a cui si aggiungono i 1850 anziani ospitati nelle 17 case di riposo presenti nel territorio. Numeri che danno conto di come sia cambiata la struttura socio-assistenziale e si sia instaurato un “Reparto territorio” di assistenza domiciliare capace di garantire elevanti standard di cura, mentre agli ospedali spetta la specializzazione e la gestione dei malati acuti. Per tale ragione è fondamentale la concertazione con le altre figure professionali socio-sanitarie «con l’obiettivo di una co-gestione del paziente attraverso la definizione di percorsi assistenziali, diagnostici e terapeutici condivisi. Dobbiamo assumere sempre più un compito organizzativo oltre che terapeutico» spiega il presidente Guido Lucchini. Fondamentale «è metterci la faccia e comunicare ai cittadini cosa sta avvenendo e come l’assistenza sanitaria stia cambiando» conclude Lucchini.