COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Giorgio Simon: «Un’azienda sanitaria fatta di persone a misura di utenti»

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Tanti i progetti pioneristici nati su istanza di medici e infermieri soprattutto per l’assistenza domiciliare, raccontati dal direttore generale dell’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 5 di Pordenone.

Un’azienda composta da 4177 persone che quotidianamente si prendono cura di 315mila cittadini; che eroga ogni anno 110mila visite a domicilio da parte dell’infermiere del territorio, numero pari agli accessi ai Pronto soccorso. Questa in numeri l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria 5 (Ass 5) del Friuli Occidentale (Ass5) raccontata dal suo direttore generale Giorgio Simon. «Ogni giorno c’è un continuo movimento di personale che attraversa da un capo all’altro il territorio pordenonese, dalla montagna fino alla bassa pianura. Questo movimento continuo è il motore dell’azienda, un motore elettrico di cui non si sente il rumore ma che permette di fare cose rilevanti» racconta Giorgio Simon. Tra le innovazioni, la recente certificazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità del progetto di Unità educative rivolte a persone con disabilità anche gravi, ideato dal Coordinamento Socio-sanitario, ma anche gli innovativi servizi di cure a domicilio. Dopo il pioneristico progetto di cure palliative domiciliari pediatriche, è stato attivato il servizio di radiografia a domicilio (due tecnici utilizzando i due sistemi radiologici portatili effettuano l’esame diagnostico sui pazienti anziani direttamente nelle abitazioni o nelle case di riposo evitando il trasferimento in ospedale). Innovativi anche l’elettrocardiogramma effettuato a domicilio – il cui tracciato è immediatamente visionato in remoto dal cardiologo in ambulatorio – così come il sistema di ecografia a domicilio. Progetti eccellenti «che spesso nascono su proposta dei medici e degli infermieri e vengono poi inseriti nel piano aziendale e messi a budget» prosegue il direttore generale dell’Ass5. La criticità maggiore «è comunicare ai cittadini tutti i servizi che sono a loro disposizione, che spesso non sono affatto conosciuti, a cui si aggiunge la difficoltà nel trovare nuovo personale da assumere» conclude Giorgio Simon.