• Francesco Maldarizzi: “Le mie Mille Miglia”
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Francesco Maldarizzi: “Le mie Mille Miglia”

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Un uomo che per quattro giorni corre su una Mercedes la Mille Miglia. E’ Francesco Maldarizzi, imprenditore che è saldamente al timone del primo gruppo della distribuzione di auto nel Mezzogiorno.”La mia attività compie quest’anno 40 anni”. L’occasione per una chiacchierata è data proprio dalle Mille Miglia, la più importante gara al mondo di auto d’epoca. “E’ una gara di regolarità”, dice. In pratica, nel mondo sportivo automobilistico vi sono gare di velocità su pista, le gare in salita, i rally; le gare di regolarità si svolgono normalmente su percorsi liberi, quindi stradali. “Nello specifico, la bellezza della Mille Miglia è che è lunga circa 1830 chilometri”. Si parte da Brescia per giungere Milano Marittima, fino a Roma. Si risale sino a Bologna e si ritorna a Brescia. Sono quattro giorni con due tappe da oltre 500 chilometri l’una e altre due tappe da 360 chilometri circa ciascuna. Il cavalier Maldarizzi le ha percorse da sportivo: “Sono molto dure, si inizia la mattina alle 7 e si rientra in hotel alle 24. Guidare questi gioielli è un’esperienza unica e io l’ho fatta con una Mercedes SL ali di gabbiano, unica avente targa italiana, appartenente al museo Classic Mercedes di Stoccarda del 1954. Guidare le auto di quegli anni è davvero diverso – spiega con emozione - perché hanno un volante enorme di fronte al petto che devi tenere con le due mani e la curva devi anticiparla. Non ha il servo freno né il servo frizione e se fai una settimana in palestra forse ti stanchi meno. Non hai le climatizzazioni, i rumori sono fortissimi. Tutto, però, è estremamente affascinante e bello”.

Sono partite 430 auto:”Io l’ho fatta in prima classe con un’auto del presidente di Mercedes Merfina, la banca di Mercedes, che mi ha dato questa opportunità. Avevamo al seguito il service di Mercedes, due van con quattordici meccanici e carrozzieri, una parte che ci seguiva di giorno e una parte di notte”. Ricorda:”Per fortuna, non abbiamo subito nemmeno un graffio. Ci sono state alcune delle sei vetture del gruppo che hanno sbattuto, una ha rotto la testata e quando rientravi a mezzanotte, i meccanici fino al mattino dopo ripristinavano tutto. Avevamo un medico al seguito e questo fa parte dell’organizzazione Mercedes ufficiale”. Poi ci sono le emozioni dell’uomo: “E’ emozionante perché hai di fronte un parterre di auto incredibili, dalle Bugatti alle Mercedes alle Porsche sino alle Ferrari, il 70% sono stranieri. Un signore è giunto dal Giappone con un aereo privato cargo con cui ha portato la sua auto”. Poi l’amore per la sua Italia: “Conosco la mia Nazione e considerando che non si percorre un solo metro in autostrada e appena qualche centinaio di metri in superstrada, coprendo il percorso su strade provinciali, ho visto una bellezza straordinaria, 30 o 40 borghi medievali stupendi, con viali alberati e chiome che si incrociano dando vita a uno spettacolo mozzafiato”. Poi ci sono gli italiani:”Mi ha molto colpito il calore della gente. Noi viviamo al sud, le regioni Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Toscana, sono storicamente più vicine all’automobile. All’interno della grande competizione ci sono gare che devi fare al secondo in 50 metri o in 100 metri. C’erano migliaia di persone ad aspettarti, dai ragazzi a persone anziane con un viso felice che è un lato umano che mi ha sorpreso, in un mondo in cui tutto è veloce, ci parliamo scrivendoci solo su WhatsApp, scorgere questo tessuto umano assicuro che è un’esperienza che mi resterà nella vita”. Sono giunti 201esimi: “Non è male per dei neofiti. In quella competizione c’è gente che partecipa da anni e la studia. In certi punti se la ruota passa 0,5 secondi prima al pressostato scattano penalità o vantaggio. Noi siamo andati non come professionisti della gara e siamo arrivati bene. Abbiamo coltivato relazioni personali magnifiche con bellissima gente. C’erano due ragazzi giovanissimi, due influencer che insieme fanno 19 milioni di follower”.

La sua storia professionale nasce nel 1979 con l’apertura della prima concessionaria Lancia. “Negli anni siamo cresciuti sempre. Oggi rappresentiamo sicuramente il primo gruppo della distribuzione di auto nel Mezzogiorno, motivo per il quale ho avuto il grandissimo onore, due anni fa, di ricevere la nomina di cavaliere del lavoro, unico nella storia dei cavalieri del lavoro nel Mezzogiorno e terzo in Italia, nel mio settore”.  La sua azienda realizza 300 milioni di fatturato, ha circa 300 addetti con un’età media al di sotto dei 40 anni. E’ l’azienda di distribuzione italiana con la quota rosa più alta. “Rappresentiamo marchi ufficiali come Mercedes, Bmw e Mini, i marchi Fca, ossia Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Fiat Professional, Abarth, Jeep. Poi abbiamo una divisione che si occupa di noleggio delle vetture di qualunque marca”. Si racconta: “Lavoro tanto, diciamo che un imprenditore non stacca mai. Anche quando sono a casa a mezzanotte leggo e scrivo mail. Sei sempre connesso anche in vacanza. Non esiste sabato e domenica. Anche in vacanza per due giorni non puoi staccare del tutto”. L’ultima acquisizione è stata la Bmw di Bari a settembre 2018. “Con questa acquisizione siamo diventati il primo concessionario del Mezzogiorno che con Mercedes ci rende leader nel segmento. Fra Mercedes e Bmw c’è una potenza di fuoco enorme al punto che capita di lanciare due vetture nello stesso giorno. Abbiamo una gamma talmente vasta per qualunque utente”. Circa le richieste della clientela: “Oggi non è importante che un’auto costi 40 o 30mila euro. L’importante è cosa si può spendere come rata mensile. E’ come acquistare un telefonino. La cosa importante è conoscere le sue potenzialità. Il cliente oggi cerca sicurezza, servizio e serietà. Il servizio è fondamentale e lo sarà sempre più”. Ciò significa avere personale altamente preparato e specializzato perché i contenuti tecnologici sono sempre più elevati.

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