COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale Pagine Sì! SpA

Iesari, AMIS: no agli impianti induce un turismo dei rifiuti dannoso per l’economia e i cittadini

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“Emergenza rifiuti? La soluzione è obbligata: più impianti intermedi e finali al fine di poter gestire in maniera corretta ed economicamente vantaggiosa i rifiuti prodotti da cittadini e imprese. E’ ora di prendere decisioni responsabili da parte della politica e delle amministrazioni competenti, senza cadere nel gioco dell’ennesimo rinvio cedendo alle  informazioni fuorvianti che vengono spesso date in pasto ai cittadini talvolta inconsapevoli dell’utilità delle aziende che operano per l’ambiente.

Molto chiara la posizione di Enrico Iesari, Presidente dell’AMIS, associazione che da oltre 25 anni rappresenta le imprese che operano nel settore della gestione dei rifiuti e che si è riunita recentemente in un’assemblea a cui hanno partecipato, ai fini di un confronto costruttivo fra imprenditori,  anche rappresentanti di Confindustria, proprio alla vigilia di Ecomondo, la più importante fiera di settore prevista a Rimini dal 5 all’8 novembre.

“La strategia - continua Iesari – passa necessariamente  attraverso la realizzazione di nuovi impianti  per il recupero e, come opzione residuale, lo smaltimento, al fine di porre fine al costoso ‘turismo dei rifiuti’ e dar seguito, nei fatti e non solo a parole, ad una vera e propria economia circolare”.

Nel corso dell’assemblea AMIS si è fatto il punto su una situazione al limite del collasso e che sta gravando pesantemente su tutte le imprese industriali che, come sottolineato dal Direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò, “stanno subendo un aggravio di costi dello smaltimento dei rifiuti industriali che sfiora il 50%”.

A rafforzare il concetto anche il Presidente di Confindustria Macerata Gianluca Pesarini, che ha denunciato una situazione insostenibile, oltre che dal  punto di vista dei costi, anche per la difficoltà di reperire gli impianti di destinazione dei rifiuti, soprattutto nel Centro Sud. In questa prospettiva si finisce per danneggiare, non solo le aziende che operano del settore rifiuti, ma tutto il sistema economico.

“Germania, Austria, Ungheria, Bulgaria, Portogallo ed altri Paesi balcanici - sottolinea Iesari - accolgono a braccia aperte i nostri rifiuti, per un business di svariate centinaia di milioni di euro all’anno. All’estero impianti, spesso costruiti da imprese del nostro paese,  trasformano i rifiuti ‘italiani’ in energia che alimentano intere città, energia che addirittura importiamo: in pratica paghiamo due volte, una per smaltire e l’altra per acquistare energia. E per di più trasferiamo know how e risorse fuori Italia”.

Non è inoltre da sottovalutare che le enormi difficoltà di trovare una corretta collocazione dei rifiuti  può incentivare anche attività illecite, che danneggiano non solo lo Stato ed i cittadini, ma soprattutto le imprese del settore che operano nell’assoluto rispetto delle norme”.

Secondo uno studio sulle ecomafie realizzato da Legambiente, le attività illegali svolte nel settore dei rifiuti aumentano proprio a causa dell’assenza di impianti autorizzati all’esercizio dell’attività rivolte a dare una adeguata destinazione dei rifiuti prodotti da imprese e cittadini.

“E’ necessario - conclude Iesari - uscire dall’immobilismo generato da un quadro normativo poco chiaro, sia dal punto di vista applicativo che da quello interpretativo, e dagli ideologismi alimentati dalla scarsa conoscenza dell’opinione pubblica del lavoro svolto da questi impianti. Bisogna rimuovere la percezione distorta della nostra categoria, composta in assoluta prevalenza  da aziende che lavorano rispettando le regole e che vorrebbero contribuire a risolvere l’annoso problema della gestione dei rifiuti puntando all’autosufficienza impiantistica,”.

Appuntamento a Rimini, alla Fiera Ecomondo dal 5 all’8 novembre, presso lo spazio espositivo di AMIS, al Padiglione 3B, stand 158, dove esperti e imprenditori della filiera dei rifiuti sono a disposizione per un confronto con  cittadini e imprenditori.

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