Sangalli,Iva non salga,Calenda rassicura

Senza zavorre Pil +2%.Messaggio Mattarella,semplificare il fisco

(ANSA) - ROMA - Un no fermo, fermissimo, al rialzo dell'Iva.
    La Confcommercio, a nome delle oltre 700 mila piccole e medie imprese che rappresenta, non accetta scambi con l'abbassamento di altre voci, compreso il cuneo fiscale. Anzi, spiega il presidente Carlo Sangalli, ipotesi di questo tipo "ci preoccupano". In ballo c'è la ripresa dei consumi, fermata da zavorre che pesano anche sulla crescita del Pil, senza le quali potrebbe arrivare al 2%.
    Insomma un incremento delle aliquote "non è barattabile" esclama Sangalli dal palco dell'assemblea dell'associazione. Il Governo getta subito acqua sul fuoco. Immediatamente dopo, infatti, prende la parola il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e rassicura: "l'Iva non verrà aumentata". Rivolto alla platea dei commercianti, chiarisce come non si tratta di una vaga promessa: "ve lo dico dopo aver parlato con Gentiloni e Padoan che contano veramente".
    E' dunque il fisco a tenere banco alla kermesse di quest'anno. La Confcommercio bolla l'attuale regime di tassazione come "troppo oneroso, complesso, ingiusto". Che qualcosa vada rivisto lo ammette anche Calenda: "l'Irpef va abbassata. E' fondamentale". Anche se, precisa, per dare una scossa servirebbe un progetto di ampio respiro. Ci sono invece battaglie più facili da combattere e vincere, come, suggerisce il ministro, "eliminare l'Imu sugli immobili strumentali". Un endorsement al restyling del sistema arriva anche dal Colle. Nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all'assemblea di Confcommercio, c'è l'invito al "perseguimento delle riforme, a partire da quella fiscale, per rendere il nostro sistema più semplice ed efficiente". La ripresa va favorita con ogni possibile leva. Siamo in una "fase di espansione della nostra economia", sostenuta proprio "da un aumento della spesa delle famiglie", spiega il Capo dello Stato, incoraggiando a rafforzare i "segnali positivi".
    Il dibattito sulle tasse inizia così a farsi spazio. E a differenza delle puntate precedenti le proposte guardano ai pilastri del sistema. Oggi è stato anche il giorno dell'assemblea dei commercialisti, che hanno ribadito come la situazione sia "insostenibile", tanto che torna l'idea dello sciopero della categoria. Sulla questione, le diverse forze politiche non si fanno trovare impreparate. Il leader di Fi, Silvio Berlusconi, adotta la "flat tax", l'imposta piatta con un'aliquota unica, "spero di poco superiore al 20%". La Lega con Matteo Salvini rilancia, indicando un soglia ancora più bassa: "al 15%". Il Pd punta il dito contro il meccanismo dell'Irpef, datato "1974", fa presente Matteo Richetti. E lancia l'idea di "pagare tutte le imposte online". Intanto per Luigi Di Maio (M5s) "bisognerebbe smetterla con 'scudi' fiscali e sanatorie".
    Le imposte non sono però l'unico problema dell'Italia. Per la Confcommercio il Paese è frenato da "difetti strutturali".
    Zavorre senza cui "potremmo sperare in un traguardo al 2% del Pil" già quest'anno. Le 'piaghe' sono tante e non manca il Mezzogiorno. Secondo l'ufficio studi dell'associazione il Sud è indietro di vent'anni sia che si guardi al Pil che ai consumi.
   

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