Marcello Segre,l'uomo dei defibrillatori

La sua associazione promuove e diffonde l'uso dei dispositivi

(ANSA) - TORINO, 9 FEB - Lo scorso 30 gennaio uno dei suoi defibrillatori ha permesso di salvare la vita a uno studente di 21 anni. Marcello Segre, il torinese che oggi ha trovato la sua porta di casa imbrattata con la Stella di David e la scritta 'Jude', con l'associazione Piemonte Cuore - di cui è presidente - si batte da anni per diffondere l'uso di questi dispositivi medici.
    Non si contano, negli anni, i progetti che sono stati avviati dalla onlus, dai corsi nelle scuole al posizionamento di defibrillatori in vari punti di Torino e di altri Comuni. Il primo in ordine di tempo fu consegnato nel 2014 a una piscina pubblica del capoluogo piemontese.
    Il 30 gennaio, grazie a un apparecchio donato dall'associazione nel 2016 e alle lezioni che erano state fornite al personale scolastico, al liceo Giordano Bruno è stato possibile soccorrere tempestivamente un ventunenne che aveva perso i sensi in classe.
    L'associazione Piemonte Cuore è intitolata a Lorenzo Greco, un dodicenne morto nel 2014.
   

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