Iran: ricercatore arrestato 'sta male'

Moglie in Piemonte ringrazia Università, continueremo a lottare

(ANSA) - NOVARA. 6 LUG - Restano "molto precarie" le condizioni di salute di Ahmadreza Djalali, il ricercatore iraniano arrestato in Iran con l'accusa di essere una spia e recluso nel carcere di Evin, nei sobborghi di Teheran, dall'aprile 2016. A dirlo è la moglie, Vida Mehrannia, che oggi ha incontrato a Vercelli Cesare Emanuel, rettore dell'Università del Piemonte Orientale per cui l'uomo ha lavorato in passato.
    "Sono qui per ringraziare l'Università, i suoi ex colleghi e tutte le persone che dall'Italia, con ogni mezzo, sono stati vicini ad Ahmad e alla mia famiglia in questi lunghissimi mesi.
    Sebbene nell'ultimo periodo riusciamo a comunicare al telefono quasi tutti i giorni, non ci è concesso incontrarlo. Ha difficoltà a curarsi e vive con altri otto detenuti in uno spazio limitato. Allo stato attuale non ci è stata fornita alcuna prova reale che dimostri le accuse che gli sono state rivolte".
   

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