Avvelenati tallio: laboratori Torino scoprono veleno

Zooprofilattico Piemonte ha analizzato infuso erbe incriminato

(ANSA) - TORINO, 7 DIC - "Il tallio è il veleno perfetto: è inodore, insapore e soprattutto solubile. Ecco perché il killer di Monza ha scelto un infuso di erbe". Maria Caramelli, direttrice dell'Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta spiega così la pericolosità del tallio, sostanza che Mattia Del Zotto, 27 anni, avrebbe utilizzato per uccidere i nonni e una zia a Desio (Monza). Sono stati proprio i laboratori dell'Istituto, che ha sede a Torino, ad analizzare l'infuso killer. E a fornire alcuni degli indizi che hanno portato all'arresto del giovane, accusato di aver fatto finire in ospedale, in gravi condizioni, anche altre cinque persone.
    Sempre con la stessa tecnica.
    "È stata fatta una raccolta accurata sugli alimenti trovati in casa delle vittime - spiega la Caramelli, un lungo curriculum e numerose pubblicazioni scientifiche all'attivo -. Nell'infuso abbiamo trovato delle concentrazioni elevatissime di tallio, 0,37 mg per chilo, una quantità di gran lunga superiore al livello considerato letale nell'acqua".
    Se le accuse nei confronti di Del Zotto saranno confermate, l'impiego del tallio fa pensare che per uccidere abbia messo in atto un piano lungo e ben articolato. "Per portare alla morte, il tallio dev'essere preso per un mese e le vittime bevevano la tisana quasi tutti i giorni", osserva ancora la Caramelli. "I primi sintomi sono il dimagrimento, mal di testa, dolori addominali, nausea, perdita di capelli - conclude -. Poi il tallio altera i processi enzimatici di tutti gli organi". Ed è la fine. (ANSA).
   

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