Incendio Val Susa, evacuate alcune case

In Piemonte lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi è in vigore dal 10 ottobre

La Valle di Susa, nel Torinese, continua a bruciare. L'incendio divampato ieri a Bussoleno, dove le fiamme hanno raggiunto i 1.900 metri di quota bruciando un centinaio di ettari di vegetazione, si è allargato sino a Caprie e Rubiana. I vigili del fuoco, impegnati nelle operazioni di spegnimento, hanno evacuato alcune case in via precauzionale. L'odore di bruciato si percepisce nell'aria anche a Torino. Nella zona sono stati impiegati due Canadair e alcuni elicotteri.

Le fiamme hanno bruciato decine di ettari di verde,  complice la siccità di un autunno mai così secco come da sessant'anni.

In Piemonte, stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Oltre alla Val di Susa, i Vigili del fuoco, Regione Piemonte e Corpo Aib Piemonte, supportati dalla flotta aerea regionale e dello Stato, sono intervenuti nelle ultime ore anche nel Biellese e nel Cuneese. Numerosi i Comuni interessati nelle ultime ore dalle fiamme, come informa la Regione Piemonte: Bussoleno, Giaveno e Rubiana nel Torinese, dove i carabinieri hanno salvato una anziana donna dalle fiamme; Pietraporzio e Sambuco nel Cuneese. A causa del prolungato periodo di siccità, lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, ricorda la Regione Piemonte, è in vigore dal 10 ottobre.

 

A meno di cento metri dal bosco - ricorda la Regione Piemonte - sono vietate azioni che possono determinare, anche solo potenzialmente, l'innesco di incendi, come accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma o elettrici, accendere fuochi d'artificio, fumare, disperdere mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore incustoditi a contatto con materiale vegetale e combustibile. Le violazioni sono punite anche penalmente.

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