'E' spia', Iran condanna a morte medico

Lavorava a Novara. Regione Piemonte, revocare subito condanna

(ANSA) - TORINO, 2 FEB - La Regione Piemonte si mobilita per Ahmadreza Djalali, medico iraniano di 45 anni che, secondo quanto riferito dalla moglie, è stato condannato a morte dal Tribunale della Rivoluzione perché accusato di essere una spia.
    "Chiediamo l'immediata revoca della sua condanna e la sua scarcerazione, sollecitando il Governo e l'Unione europea a intervenire presso le autorità iraniane", è la richiesta dell'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Antonio Saitta.
    Djalali ha lavorato 4 anni a Novara, all'Università del Piemonte Orientale, come ricercatore capo al Crimedim, il Centro di ricerca in medicina di emergenza e delle catastrofi. Secondo quanto riferito dalla moglie, che ora vive in Svezia con i figli di 6 e di 14 anni, è stato arrestato lo scorso aprile in Iran, dove si recava periodicamente, e sarebbe stato obbligato a firmare una confessione di colpevolezza.
    Tenuto in isolamento nella prigione di Evin, a Teheran, avrebbe iniziato uno sciopero della fame che gli ha già fatto perdere 18 chili.
   

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