Libia,Preoccupazione per italiano rapito

Borgo S.Dalmazzo stretta a famiglia. Sindaco, spero torni presto

(ANSA) - BORGO SAN DALMAZZO (CUNEO), 20 SET - Notte di angoscia a villa Primula, la casa a due piani di Borgo San Dalmazzo dove vive la famiglia di Bruno Cacace, uno dei due italiani rapiti ieri in Libia. "Potete immaginare come mi sento, non so neanche più come mi chiamo", dice la sorella del tecnico sequestrato, Ileana Cacace, visibilmente provata.
    Nell'abitazione ci sono anche l'anziana madre, Maria Margherita Forneris e il fratello gemello del tecnico della Con.I.Cos., Claudio.
    "Il loro dolore è il nostro", dice il sindaco del paese, Gian Paolo Beretta, che questa mattina si è recato di buon ora a far visita alla famiglia Cacace. "Conosco bene Bruno e tutti i suoi parenti - aggiunge il primo cittadino -. Siamo una piccola comunità e ci conosciamo tutti. Bruno lavora in Libia da molti anni, conosce la lingua e la cultura di quei posti e spero che questo l'aiuti a tornare presto".
   

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