Bosch ConnectedWorld, focus su etica intelligenza artificiale

Denner CEO Bosch, 'l'IA deve servire le persone e non viceversa'

Redazione ANSA BERLINO

L'applicazione della cosiddetta intelligenza artificiale (IA) è uno degli elementi per lo sviluppo tecnologico esteso a tutti i settori, compresi quelli che hanno impatto diretto sulla qualità della vita e la conservazione dell'ambiente. Ma da molte parti si sollevano dubbi sulla eticità di questa rivoluzione che ''deve servire le persone e non viceversa. Di conseguenza, non deve essere permesso che l'IA sfugga alla supervisione umana''. Questa osservazione è stata fatta oggi a Berlino da Volkmar Denner, CEO di Bosch, durante l'incontro ConnectedWord che affronta, in due giorni, tutti i temi connessi con la rivoluzione digitale. ''Dobbiamo non solo sviluppare l'IA, - ha ribadito Denner nel suo intervento di apertura dei lavori - ma anche creare fiducia nell'IA. E' importante concentrarsi sui suoi benefici nella vita di tutti i giorni, in quanto l'intelligenza artificiale deve servire le persone, non viceversa''. Per fornire risposte a questi dubbi Bosch ha elaborato un codice etico che prende in considerazione i vantaggi dell'IA ma anche i confini che non deve attraversare, stabiliendo criteri per prendere decisioni sullo sviluppo e l'uso di sistemi intelligenti. ''L'opinione pubblica - ha detto il CEO di Bosch - è ancora attanagliata da dubbi e persino da false affermazioni quasi fantascientifiche. In tali visioni contrarie al progresso, l'IA supera l'intelligenza umana, non può essere controllata e sottrae lavoro alle persone, se non di più. La visione Bosch è diversa - ha sottolineato Denner - vogliamo rendere l'IA sicura, solida e comprensibile a tutti, sia nella produzione industriale che in altri settori come quello della guida autonoma''. La visione di Bosch nel mondo del lavoro non riguarda solo un cambiamento tecnologico, ma la mancanza di personale qualificato. In tale contesto, la collaborazione tra uomo e macchine intelligenti assume un valore aggiuntivo. ''Ma ciò richiederà che le aziende che utilizzano politiche di formazione - ha puntualizzato Denner - si attivino per modellare strategicamente la trasformazione digitale. Nel corso dei prossimi due anni, quasi 20.000 collaboratori di Bosch verranno formati per sviluppare e usare l'IA''.

I benefici sociali dell'IA, sottolinea Bosch, vanno oltre la routine quotidiana e il mondo del lavoro, in quanto l'intelligenza artificiale sarà utilissima per la protezione dell'ambiente e l'azione a favore del clima. Già adesso la piattaforma di gestione energetica Bosch utilizza algoritmi intelligenti per rilevare e controllare il consumo delle singole macchine in ambito industriale. ''A seconda del singolo impianto - ha detto Denner - questo può ridurre la CO2 del 10% entro due anni. E in futuro saremo in grado di usare l'intelligenza artificiale per fare previsioni a lungo termine e quindi ridurre ulteriormente i consumi. Tutto ciò è una ragione sufficiente per fermare gli infiniti dibattiti sui rischi della tecnologia e concentrarsi invece sulle opportunità''.

L'intelligenza artificiale, è stato ribadito oggi nel corso di Bosch ConnectedWorld ha un enorme potenziale economico.

Per la società di consulenza PricewaterhouseCoopers, l'applicazione della IA - tra oggi e il 2030 - aumenterà il Pil in Cina del 26%, del 14% in Nord America e di circa il 10% in Europa. E secondo una previsione del World Economic Forum, a fronte della perdita di 75 milioni di posti di lavoro entro il 2022, ne verranno creati 133 milioni di nuovi, proprio grazie alla IA.

E' comunque chiaro che l'intelligenza artificiale avrà sempre bisogno di supervisione umana. Le persone, ha sottolineato oggi Bosch all'evento di Berlino, non devono rinunciare completamente al controllo su sistemi artificialmente intelligenti e devono, invece, rimanere coinvolte nelle decisioni di questi sistemi.

''In nessun caso gli algoritmi della AI - ha sottolineato Denner - dovranno essere una scatola nera. Dovranno essere sviluppati con la dovuta cura, mantenendo tutti coinvolti. Solo in questo modo le decisioni automatizzate saranno eque e comprensibili per gli esperti''. Bosch non solo fornisce una guida ai propri ingegneri, ma è anche desiderosa di prendere parte a uno scambio di opinioni aperto. L'intelligenza artificiale deve anche essere 'inventata per la vita' con un equilibrio strategico tra gli aspetti economici e sociali della responsabilità imprenditoriale. ''A prima vista - ha concluso il CEO di Bosch - sembra esserci un paradosso, cioè che vogliamo sviluppare affari con l'IA ma stiamo definendo limiti etici allo sviluppo tecnologico. Solo se stabiliamo dei limiti si può creare fiducia ed è nostra convinzione che, a lungo termine, proprio la fiducia sia la linfa vitale delle nostre attività''.

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