ROMA - "Ci sono state grandi declamazioni, affermazioni di principio, ma non ho sentito quella coesione unanime che sarebbe stata necessaria"di fronte ad un problema così grave come la fame nel mondo. E' il commento del ministro degli Esteri Franco Frattini al termine della tre giorni del vertice Fao che si è concluso questa sera a Roma. "Ci sono ricette che ancora divergono molto", ha osservato il capo della diplomazia italiana dopo l'approvazione del documento finale che ha visto il blocco latino-americano su posizioni nettamente divergenti da Paesi come gli Stati Uniti e una velata critica dell'Africa a un dibattito che spesso si è avvitato su se stesso. Nel vertice, segnato da spaccature e disaccordi sulle risposte da dare all'emergenza fame, l'Italia ha scelto la linea della concretezza: nuovi fondi subito e nel medio periodo e proposte operative che coinvolgono innanzitutto l'Europa. Strategie che vogliono fare del G8 2009 (a presidenza italiana) un punto fermo nella lotta alla povertà. Ma la dichiarazione finale , ha rilevato ancora il titolare della Farnesina, è "deludente rispetto alle premesse" e "purtroppo è stata molto diluita rispetto alle ambizioni iniziali". E poi, ha aggiunto, se i leader mondiali non riescono a mettersi d'accordo almeno per evitare gli sprechi "in una situazione di drammatica emergenza alimentare questo mi preoccupa...". ActionAid, invece, se la prende con l'Italia che, secondo l'Ong "non ha fatto pienamente la sua parte", e "non ha aiutato a sufficienza la Fao affinché riguadagnasse credibilità". Sono stati il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che ha aperto i lavori) e lo stesso Frattini a tracciare la via che l'Italia intende percorrere nel dopo vertice per sostenere non solo la Fao, ma anche il Pam e l'Ifad - il polo romano delle istituzioni alimentari - e per creare un coordinamento internazionale a favore della sicurezza alimentare. C'é bisogno di aumentare i finanziamenti ma anche di trovare sistemi nuovi per reperirli. Berlusconi, incassando anche l'apprezzamento del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, ha proposto di escludere dal deficit di bilancio dei Ventisette i fondi destinati ai Paesi più bisognosi. E ha suggerito che l'Onu chieda "contribuiti ai Paesi produttori di petrolio che incassano ogni giorno degli utili straordinari". Ma, secondo il premier, è anche la speculazione che deve essere colpita. "il sovrapprezzo speculativo dei produttori sia destinato in parte ad aiuti immediati". Frattini ha chiarito che l'Italia intende fare "da subito la sua parte" e ha messo sul piatto il suo contributo: aumento degli aiuti umanitari da 60 a 190 milioni di euro nel 2008,almeno 30 dei quali disponibili immediatamente per emergenza e sviluppo; 3 miliardi di euro nei prossimi sei anni al Fondo di sviluppo dell'Unione europea, 200 dei quali per progetti agricoli. Il capo della diplomazia italiana guarda anche al futuro, nel tentativo di scongiurare le crisi che periodicamente mettono in ginocchio i Paesi più poveri, soprattutto africani. Da una parte la proposta della creazione di una 'banca del cibo' che, con adeguate scorte, possa stabilizzare i prezzi agricoli. Dall'altra l'organizzazione di una "Bretton Woods del grano", un tavolo che riunisca, Paesi, Agenzie, Istituzioni e altri soggetti per delineare strategie di intervento in campo agricolo. E l'impegno a garantire che i temi della lotta alla fame rimangano in primo piano a livello internazionale grazie al prossimo G8. Niente preclusioni di principio, da parte italiana, sul contestato fronte di biocarburanti e ogm. Per il titolare della Farnesina, ogm e biocarburanti non devono essere vittime di pregiudizi e ha invitato perciò a "percorrere sentieri nuovi" senza cedere a rigidità preconcette. Berlusconi conferma e affida, almeno in parte, agli ogm la possibilità di dare una mano nelle crisi alimentari. "Il futuro si risolve solo ... con una più ampia messa a disposizione delle varie tecnologie, con il ricorso all'ogm in tutti quei Paesi dove si deve arrivare ad una possibilità di sopperire autonomamente alle proprie esigenze alimentari".