Un buco nell'acqua. Questo in sintesi il giudizio sulle conclusioni del vertice Fao sulla sicurezza alimentare per le organizzazioni non governative, in particolare per quelle che hanno dato vita al Forum parallelo di 'Terra preta'. Un forum nato per dare voce alla richiesta di realizzare sovranità alimentare e diritto al cibo per i milioni di affamati del Pianeta. Più positiva Action Aid, secondo cui un primo magro risultato c'é stato: portare alla ribalta internazionale il tema dell'emergenza cibo.
Ma il giudizio sulla sostanza dell'accordo è sospeso, in vista di quanto verrà poi effettivamente realizzato. Altro capitolo è quello dei Paesi del blocco latino-americano, che nel corso dei lavori hanno spaccato l'assemblea per il disaccordo con la dichiarazione finale. L'Argentina, seguita da Cuba e Venezuela, ha voluto che la sua dichiarazione di dissenso sull'intero documento approvato dall'assemblea fosse allegata alle conclusioni dei lavori. Fin dalla bozza della dichiarazione finale, le ong di 'Terra preta' sono state critiche, anche perché i governi hanno tagliato fuori i suoi rappresentanti dal processo decisionale, ripetendo poi nel documento gli stessi generici impegni del passato. "La dichiarazione finale non riempirà nessun piatto" aveva detto stamattina Maryam Rahmanian, dell'organizzazione iraniana Cenesta, sulla base della bozza, poi confermata.
"I nostri 4.700 partecipanti sono stati ignorati - ha detto Fabio Valente, brasiliano, di Fian International - quando anche noi, insieme ai produttori, siamo parte della soluzione. Per questo vogliamo la costituzione di una commissione sulla sovranità alimentare che analizzi le vere cause della crisi e possa trovare soluzioni concrete". "Indigeni, agricoltori, pescatori: non siamo stati minimamente considerati nel documento finale" ha spiegato Herman Kumara, il rappresentante dallo Sri Lanka del Forum mondiale dei pescatori. A guadagnare dalla gestione dell'emergenza, secondo le ong di 'Terra preta', saranno le multinazionali, visto che "la voce speculazione, nella bozza, non è nemmeno menzionata" ha detto Rahmanian. "Dopo questo vertice non si potrà più ignorare il problema della fame - ha detto Marco De Ponte, segretario generale di Action Aid - nel prossimo G8 così come nel Doha round". In ogni caso, secondo De Ponte, se poi questa conferenza avrà un impatto lo si vedrà nel lungo periodo. "Alla fine quello che conta sarà la verifica delle azioni dei vari governi in casa propria" ha spiegato il segretario di Action Aid.
"La decisione di istituire una Task force delle Nazioni Unite, allo scopo di affrontare la crisi dei prezzi del cibo, indebolisce di fatto la Fao, che ha come specifica missione affrontare le problematiche legate allo sviluppo agricolo e alla fame" ha detto il segretario di Action Aid, secondo il quale, in ogni caso, le dichiarazioni finali costituiranno la cartina di tornasole, il punto di riferimento utile per "bacchettare" i governi se non avranno mantenuto le promesse.