SANREMO - Sulla performance di Roberto Benigni il Festival scommetteva per garantirsi gli ascolti. Ci sono state polemiche per il suo compenso e anche voci su timori da parte della Rai sui contenuti troppo politici del suo intervento.
A scanso di equivoci Benigni, alla sua terza apparizione al festival di Sanremo, ha esordito così: "Non voglio parlare di cose serie... Berlusconi. Non lo voglio nominare ma mi esce da solo. Sono felice di essere al teatro Ariston, che quando uno ci passa davanti dice 'come vorrei entrarci da protagonista', come dice Berlusconi quando passa davanti al Quirinale. Non faccio battute su Veltroni perché più battuto di così non si può. Possiamo coniare un nuovo slogan per la campagna elettorale, 'rialzati Walter'. La Sardegna non è niente, tanto avremo la maggioranza alle Eolie. Vi dico una cosa, a Berlusconi la Sardegna non interessa, gli interessa la Corsica, lui ha tutti i parenti ad Ajaccio. A proposito di parenti, lui li sistema tutti, ha sistemato pure il medico, il commercialista, l'avvocato, è rimasto solo l'idraulico in lista d'attesa".
Poi, parlando di Mina, ha detto "ormai Mina è come Bin Laden, appare solo con i video. Mina da quando non si è fatta più vedere è diventata un mito. Silvio ti dò un consiglio, fai come Mina o Greta Garbo, non farti più vedere, magari vai lontano, in India o in Nuova Zelanda, insieme ad Apicella, scrivi una canzone e mandi un video, magari canto io".
Incontenibile come sempre, prosegue: "Dice che io faccio sempre le battute sul centrodestra, il problema è che io volevo fare una battuta sul governo Prodi, non ho fatto in tempo perché è caduto prima. Volevo farla su Veltroni e si è dimesso. Pensavo al governo Prodi, tempi leggendari, in cui esisteva quella cosa che chiedi quando cerchi una strada, come si dice, la terza a... sinistra. Tempi leggendari. C'era pure Mastella ministro della Giustizia, che ha lavorato perché così chi veniva dopo di lui poteva sapere di non poter far peggio. ora c'é Angelino Alfano, che ha fatto il lodo: prima accusavano Berlusconi di fare solo leggi ad personam. Ora le ha fatte per quattro personam, magari un giorno le farà per tuttibus...".
Poi, scherzando sul testo della canzone di Iva Zanicchi (che parla di sesso senza amore e invita l'uomo a non durare poco), Benigni ha rivolto al premier l'invito a uscire con la cantante ed europarlamentare, immaginando Berlusconi e la Zanicchi in macchina con i sedili ribaltati. Ironizzando sul Nessun Dorma che ha aperto la serata ha intonato: "all'alba trombero!".
Parlando della crisi, ha detto "alla giustizia cercano la certezza della pena, gli italiani ormai cercano la certezza della cena". La conclusione è stata dedicata al tema dell'omosessualità: "L'unico vero peccato è la stupidità. Gli omosessuali sono stati torturati e uccisi solo perché amavano un'altra persona. Lasciate stare il sesso, è incredibili la rozzezza delle persone. L'amore rassicura più della fede". Finale con la lettura della lettera dal carcere di Oscar Wilde al suo giovane amante. Pubblico in piedi, con Franco Grillini ad applaudire convinto.