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» 2009-02-11 12:03
Ecco le canzoni: Renga favorito, Karima sorpresa
ROMA - Ascoltare le canzoni del festival di Sanremo è sempre un lavoro complicato, soprattutto è difficile trovare spunti felici in un'offerta che, complessivamente, continua a dare un senso di scollamento dalla realtà musicale.

Quest'anno una certezza c'é: è Come in ogni ora, il brano di Karima, una 'proposta'. L'ha arrangiata e prodotta Burt Bacarach, che sarà anche il suo tutor al festival. Già dalle prime note si avverte il segno inconfondibile di un autore leggendario anche se constatare la sua bravura equivale più o meno a dire che Maradona giocava bene.

Tutto sommato, come già accaduto in passato, tra le proposte si respira un'aria più fresca che tra gli 'artisti' (una volta si chiamavano Big). In questo girone i bookmaker danno per favorito Francesco Renga: Uomo senza età è una sorta di Nessun dorma pop, con tanto di citazione dell'aria pucciniana. Renga, che ha già vinto un festival di Bonolis, ha doti vocali fuori dal comune e si toglie lo sfizio di andare nei territori di solito riservati ad Albano ma con una sensibilità tutta contemporanea.

Gli Afterhours sono la presenza più interessante e nuova di questa edizione: il gruppo di Manuel Agnelli è una della band di riferimento del rock italiano, Il paese è reale è il pezzo che buona parte della critica terrà d'occhio. Un bel brano, molto francese alla Brel e dunque adatto alle sue corde, visto che ha cantato la versione italiana di Ne me quittes pas, è Io verrò un giorno là di Patty Pravo, forse un po' penalizzato da un arrangiamento un po' troppo pieno. Una divertente filastrocca tra Rino Gaetano e Vasco Rossi è Il bosco della fragole di Tricarico, con un testo insolito dove spicca un originalissimo "cane, cane canissimo".

Elegantemente funky e piacevole è Più sole di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista che ha un testo scritto da Jovanotti. L'operazione più sorprendente resta quella del trio Pupo, Paolo Belli e Youssou n'Dour (che canta in italiano): L'opportunità, il testo è di Mogol, si accende nel finale quando Youssoùn'Dour fa emergere la sua straordinaria vocalità. Marco Masini torna al festival con L'Italia, un'invettiva sul nostro Paese che ha già fatto rumore, Dolcenera è prigioniera dell'idea che una cantante per essere rock debba essere una panterona, come dimostra Il mio amico unico.

Ai Gemelli Diversi é stata assegnata la casella dedicata all'hip hop e loro in Vivi per miracolo hanno pensato di condensare in un brano tutte le possibili situazioni di disagio con l'aggiunta di un microritornello piuttosto orecchiabile. Visto che pare non ci sia festival senza la Tatangelo o Gigi D'Alessio, a rappresentare Napoli è stato chiamato Sal Da Vinci che canta un pezzo scritto da D'Alessio in puro stile.

Alexia e Mario Lavezzi cantano un brano incolore, Biancaneve, Marco Carta, il teen idol di Amici, ha una canzoncina. Poi c'é Povia che con Luca era gay ha già svolto in anticipo il suo lavoro, cioé creare rumore attorno al festival. Infine tre artisti che nel suo festival precedente Bonolis aveva definito classic: Iva Zanicchi, polemiche anche per lei, Fausto Leali e Albano, candidati ideali a bei dibattiti sui voti delle giurie.