DA 10 ANNI IN STATO VEGETATIVO; PADRE, STACCATE SPINA - 16/01/02
(ANSA) - MILANO, 16 GEN - Eluana Englaro aveva vent'anniquando ebbe un incidente automobilistico, il 18 gennaio del1992. Tra due giorni ricorrono i 10 anni da quell'incidente: mabenche' in vita, questi ultimi 10 anni della sua esistenzaEluana non li ha vissuti. Da quel giorno 'dorme' in una clinica di Lecco, in statovegetativo permanente, senza quindi alcuna speranza diriprendere coscienza, alimentata da un sondino nasogastrico.Immobile, con gli arti rigidi e deformati. Una situazione che sidifferenzia dal coma profondo per il fatto che il pazienterespira autonomamente pur senza coscienza, a causa dellacorteccia cerebrale necrotizzata.
Il padre della ragazza, Beppino, che nel frattempo e'diventato tutore di Eluana, ha fatto di tutto in questi anni peressere autorizzato a rifiutare l'alimentazione artificiale perrispettare la volonta' dela figlia, supportato, nella suabattaglia anche da una studiosa della facolta' di Sociologiadell'Universita' La Sapienza di Roma, Alessandra Sanella. Englaro, con il suo legale, e' ricorso al tribunale di Lecco,poi alla Corte d'Appello di Milano. In entrambi i casi e' venutauna risposta negativa perche', spiega Alessandra Sannella, comeargomentato dai giudici milanesi, se in casi del generesospendere la somministrazione di farmaci e' lecito per evitarel'accanimento terapeutico, l'alimentazione non puo' esseretolta, perche' ''atto assistenziale, quindi sempre dovuto''. ''Con la paradossale conseguenza - osserva AlessandraSannella - che, se Eluana avesse un' infezione, secondo la Cortepotrebbe non essere curata con gli antibiotici, anche fino aprovocarne la morte, mentre nessuno potra' mai togliere quelsondino che alimenta un corpo senza pensiero, relazioni eaffetto''. Il padre di Eluana ha anche scritto una lettera al PresidenteCiampi, e chiede, allo scadere del decennio dall'incidente, ''unsussulto di umanita''. ''Non solo per mia figlia - spiega - maper tutti quei cittadini che si trovano nelle sue condizioni''.
Beppino Englaro torna a volere la soluzione di un problemache,dice amaramente, ''che giudici e medici hanno creato, e cheora non sanno risolvere''. Problemi come questo sono stati risolti, invece, in altriPaesi, per esempio negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove leCorti Supreme hanno deciso in modo completamente oppostorispetto all'Italia, pur con argomentazioni differenti, nel casodi due pazienti, Nancy Cruzan e Tony Bland. Con motivazionidiverse: nel primo caso i giudici tennero conto dellatestimonianza dei dei genitori, come se esprimessero la volonta'della figlia. Nel secondo, invece, la somministrazione dialimenti venne ritenuta inutile e venne fatto prevalere ''ilmaggior interesse del paziente''. Questo nodo, Beppino Englarochiede venga risolto, anche a nome di chi si trova nelle stessecondizioni della figlia. ''Anche perche' un padre abbia il diritto di elaborare ilproprio lutto - spiega Alessandra Sannella -, per una figlia cheormai e' un corpo inanimato, senza un barlume di coscienza''. (ANSA)