ROMA - 22 aprile 1978, 38° giorno del caso Moro. Mentre papa Paolo Sesto si rivolge, con una lettera, agli ''uomini delle Brigate rosse'', pregandoli ''in ginocchio'' di liberare Moro ''semplicemente, senza condizioni'', alle 15 scade senza notizie l'ultimatum lanciato dai terroristi. La frase 'senza condizioni' nella lettera del Papa sembra sconfessare le ipotesi di trattative e getterà Moro nello sconforto. Secondo alcune ricostruzioni, il Papa avrebbe inserito quella frase su pressione di qualcuno. Il Psi invece si spinge sempre più aventi sulla sua posizione, ormai apertamente favorevole a sondare tutte le possibilità di liberare Moro attraverso uno 'scambio' praticabile da un punto di vista 'legale'. L'ipotesi che si farà avanti è quella della liberazione 'umanitaria' di qualche terrorista con gravi problemi di salute.
Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA:
07:34 - ''Il quotidiano 'La Repubblica' informa stamani che ieri sera è giunta alla sua redazione 'un plico contenente il testo autografo dell'ultima lettera di Moro a Zaccagnini'''.
10:41 - ''Un appello di Paolo sesto per la liberazione di Aldo Moro è stato comunicato ai giornalisti dal suo portavoce, padre Romeo Panciroli''.
10:48 - ''Si tratta di un appello autografo, dato ai giornalisti alle 10,38 da padre Panciroli. 'Io scrivo a voi, uomini delle Brigate rosse: restituite alla libertà, alla famiglia, alla vita civile l'on. Aldo Moro'''.
10:51 - ''La lettera, scritta completamente di propria mano da Paolo sesto, su fogli di carta recanti nell'intestazione lo stemma pontificio così prosegue: (...) 'Ed è in questo supremo di Cristo che io mi rivolgo a voi, che certamente non lo ignorate, a voi, ignoti e implacabili avversari di questo uomo degno e innocente; e vi prego in ginocchio, liberate l'on. Aldo Moro, semplicemente senza condizioni'''.
11:44 - ''Nel corso della riunione dei segretari regionali socialisti, il segretario del Psi, on. Bettino Craxi, ha letto la lettera di Paolo sesto e ha sottolineato 'l'analogia che in questa drammatica circostanza è emersa tra la posizione del Psi, ispirata agli ideali umani e civili del socialismo, e l'orientamento che ha ispirato con atti successivi l'intervento del magistero della Chiesa e ha detto che in queste ore si consuma una scelta tra umanità e barbarie'''.
12:15 - Con un comunicato, la presidenza del Consiglio dei ministri conferma titolare della prefettura di Roma il prefetto Gaetano Napoletano, che era segretario generale del Cesis, il nuovo organismo di coordinamento dei servizi segreti. Si tratta, praticamente, di una destituzione. Napoletano era l'unico, tra i vertici dei servizi segreti, non iscritto alla loggia massonica P2. Sarà sostituito da Walter Pelosi, iscritto alla P2.
12:34 - ''La on. Magnani Noya, deputata del Psi, avvocata d'ufficio delle Brigate rosse nel processo di Torino, ha dichiarato:'L'insinuazione che il Psi stia trattando con le Brigate rosse è semplicemente ridicola. Se nell'ambito delle nostre relazioni professionali, in contatto con gli altri avvocati difensori e nel rispetto delle regole dell'etica professionale, emergono elementi utili ai fini di cause buone e giuste, questi non vengono da noi ignorati'''.
12:58 - '''Noi non vogliamo cedere alle Brigate rosse' ha dichiarato alla radio francese l'on. Giancarlo Pajetta. 'Credo - ha aggiunto - che noi non vogliamo neanche cedere a coloro che potrebbero cedere'. 'Se la Democrazia Cristiana decidesse di negoziare, è evidente che ciò ci porrebbe un problema' ha aggiunto''.
20:17 - ''L'avvocato milanese Sergio Spazzali ha detto di essere pessimista sulla intera vicenda. 'Bisognava - ha affermato ancora - che la Dc si dichiarasse disposta a prendere in esame una trattativa; invece ha preferito usare una formula che in pratica significa: fateci sapere quello che volete'. Secondo Spazzali, questo comportamento 'è un modo farisaico di dire no. E' un no mascherato malissimo'''.