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» 2008-04-23 13:28
16 marzo: quel giorno in via Fani
ROMA  - 16 marzo 1978, ore 9,02: una Fiat 132con a bordo il presidente della Dc Aldo Moro e il maresciallodei carabinieri Oreste Leonardi, guidata dall'appuntato DomenicoRicci, percorre via Mario Fani, seguita dall'Alfetta con i treagenti della scorta, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera, FrancescoZizzi. Le due vetture sono partite, come quasi ogni mattina,dall'abitazione di Moro, in via del Forte Trionfale, e, seguendoil percorso abituale verso il centro, hanno raggiunto via Fani. In via Fani, davanti al bar Olivetti (chiuso per il ripososettimanale), pochi metri prima dell' incrocio con via Stresa,una Fiat 128 con targa diplomatica frena bruscamente e vienetamponata dalle auto dei Moro, che restano bloccate. In tre minuti, un ''commando'' di brigatisti formato, almeno'ufficialmente', da nove persone (più una decima con funzionisolo di vedetta), vestiti con divise da aviatori civili, uccidegli uomini della scorta e sequestra il presidente della Dc. SoloJozzino, ferito, riesce a sparare qualche colpo, inutilmente,prima di essere finito. I terroristi hanno sparato in tutto 91 colpi, 49 dei quali adopera di un unico killer, che usava un'arma mai ritrovata. Untestimone esperto di tiro definirà quel brigatista ''un tiratorescelto'' che sparava come ''Tex Willer''. Il commando era formato da Valerio Morucci, Franco Bonisoli,Prospero Gallinari e Raffaele Fiore (il cosiddetto 'gruppo difuoco'), Mario Moretti e Bruno Seghetti (alla guida di dueauto), Barbara Balzerani, Alvaro Lojacono e Alessio Casimirri(nel ruolo di 'cancelletti'), più Rita Algranati che, piùdistante, doveva segnalare agitando un mazzo di fiori l'arrivodel corteo di auto con Moro a bordo. Molti testimoni hanno peròparlato della presenza di due persone su una moto Honda. In più,nella ricostruzione ufficiale non quadra il fatto che tutti iterroristi avrebbero sparato da un solo lato, mentre una perizia(e alcune testimonianze) sembrerebbero dimostrare che uno deikiller era sul lato opposto. Moro stava andando alla Camera, dove Andreotti avrebbepresentato il suo nuovo Governo, il primo con l'appoggio delPci, nato proprio dal paziente e faticoso lavoro di Moro. All'angolo dell'agguato c'era di solito il furgone di unfioraio, ma quel giorno era rimasto a casa perchè aveva trovatoil suo mezzo con tutte le ruote squarciate. Da un balcone, un testimone, carrozziere, scatta diversefoto. La moglie, giornalista dell'Asca, consegna il rollino algiudice Infelisi. Alle 9,24 polizia e carabinieri dispongono posti di bloccosulle strade in uscita dalla citta', mentre in via Fani sonoarrivati i responsabili dell' ordine pubblico ed Eleonora Moro.Lo statista, secondo la ricostruzione in seguito fatta daMorucci, con una ''132'' scortata da altre due vetture haraggiunto Monte Mario. Il presidente della Dc viene trasferitosu un furgoncino e con questo viene portato in un parcheggiosotterraneo in via dei Colli Portuensi e qui trasbordato su un'auto ''blu'' che lo porta nella ''prigione'' di via Montalcini. Alle 10:10 arriva all'ANSA la prima telefonata dirivendicazione delle Br. Nella giornata viene proclamato losciopero generale e centinaia di migliaia di persone manifestanoa Roma e in tutte le piu' grandi citta', mentre si susseguono ivertici a Palazzo Chigi, in questura, al Viminale. grandicitta', mentre si susseguono i vertici a Palazzo Chigi, inquestura, al Viminale. Il caos è aumentato dal fatto che i telefoni della zona,proprio in quel momento, rimangono muti. Un malfunzionamentodovuto, secondo la Sip, al sovraccarico delle linee.
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Ancora dubbi, quanti in via Fani e chi sparo'?
 
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