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» 2008-04-23 12:07
Squitieri,tre stronzi a un passo da gruppo fuoco br
ROMA - Un film mai fatto- per tante e diverse ragioni- sul ''caso Moro'' e una avventura che porto' ''tre stronzi come noi'' ad un passo dal gruppo di fuoco delle Br. In una intervista all'Ansa Pasquale Squitieri rivela i retroscena di quel tentativo di realizzare ''in presa diretta'' un film sui 55 giorni, mai fatto, nonostante l'interessamento del produttore Cecchi Gori e la collaborazione di Lino Jannuzzi e Nanni Balestrini ed anche, alla fine, di un Leonardo Sciascia intento a trasporre in immagini il suo ''L'Affaire Moro''.

''Io stavo preparando la sceneggiatura de 'Il Prefetto di Ferro' e lavoravo con Jannuzzi e Balestrini con cui avevo dei progetti insieme'', spiega il regista. 'Appena rapito Moro lo stesso giorno a Via Fani ''riprendo lo sgomento, gli elicotteri che volteggiavano, i carabinieri ecc. Nel pomeriggio mi chiama Cecchi Gori che mi propone di preparare in tempo reale una sceneggiatura. Ci pago' anche. Nanni, essendo di Potere operaio e partecipando a quel vasto parterre di grande contiguita' di quegli anni, aveva canali suoi. ''Cominciammo l'inchiesta sul rapimento raccogliendo tutto il materiale utile. Appena pubblicano che noi tre stavamo impegnati a seguire la vicenda venimmo inviatati da diverse ambasciate dell'Est e venimmo a sapere un sacco di cose. Ci presentarono a gente dei servizi i quali poco dopo la morte di Moro verranno scacciati dall'Italia''. Il bello arrivo' nella seconda settimana dell'inchiesta : ''Troviamo una serie di raccordi - non erano terroristi ma clandestini, tra cui alcuni palestinesi- e dopo 20 giorni arriviamo una notte ad Alessandria dove incontriamo qualcuno che ci dice ' Secondo noi Moro e' in questa zona qui', se volete vi mettiamo in contatto con il gruppo di fuoco'. A quel punto dissi di no perche' avremmo dovuto chiamare la polizia. La nostra meraviglia durante il viaggio era questa: 'se ci riusciamo noi, tre stronzi, come mai non ci riescono i servizi segreti, non ci riesce la Cia ecc'.Dopo quella notte decidemmo di fermarci''. Squitieri ricorda altri fatti legati a quegli incontri ad Alessandria. ''Una sera, tre mesi dopo, a casa mia si sono presentati due dei servizi, ricordo che avevano nomi di citta', mi hanno raccontato tutto il viaggio che avevo fatto. E mi hanno fatto capire di lasciar stare, di farmi gli affari miei''. Cecchi Gori - racconta ancora il regista- ci chiamo' tempo dopo per fare il film sul caso Moro. Per non sottostare a rischi proposi di utilizzare 'L'Affaire Moro' di Leonardo Sciascia che era uscito da poco in Francia. Arriva lo scrittore, lavoriamo, c'e' un contratto. Prepariamo una sceneggiatura,decidiamo che l' interprete sarebbe stato Dirk Bogart. La signora Moro sarebbe stata Irene Papas''. Ma le disavventure non erano finite. Si stava per cominciare a girare e Squitieri una mattina venne chiamato a casa da Cechi Gori, ''fatto del tutto inusuale.' Senti- mi disse- ti pago ma quel film tu non lo puoi fare'. Io all'epoca ero craxiano e un film ispirato ai dubbi sulla vicenda e che aveva come sceneggiatore Sciascia non si poteva fare. I comunisti sostennero quello di Giuseppe Ferrara con Volonte'. Alla fine facemmo 'Il pentito' su Tommaso Buscetta, ma quel film mai fatto su Moro mi e' rimasto nel cuore''.