ROMA - 15 aprile 1978: a un mese esatto dal rapimento, arriva il comunicato numero sei delle Br che annuncia che il processo è finito e Moro è stato condannato a morte. Il comunicato delle Br contiene strane contraddizioni. Da una parte afferma che ''l'interrogatorio ad Aldo Moro ha rivelato le turpi complicità del regime, ha additato con fatti e nomi i veri e nascosti responsabili delle pagine più sanguinose della storia degli ultimi anni, ha messo a nudo gli intrighi di potere, le omertà che hanno coperto gli assassini di Stato, ha indicato l'intreccio degli interessi personali, delle corruzioni, delle clientele che lega in modo indissolubile i vari personaggi della putrida cosca democristiana'', ma dall'altra dichiara che ''Non ci sono quindi 'clamorose rivelazioni' da fare'' e che ''Non ci sono segreti che riguardano la DC il suo ruolo di cane da guardia della borghesia, il suo compito di pilastro dello Stato delle Multinazionali, che siano sconosciuti al proletariato''.
Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'Ansa:
12:54 - ''I deputati democristiani Pino Leccisi e Pietro Rende hanno rivolto una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro di Grazia e Giustizia per sapere se rispondono a verità 'le voci e le notizie di taluni giornali, secondo le quali sarebbe stata effettuata una perquisizione nello studio personale dell'on. Aldo Moro, a Roma, in via Savoia'''.
20:09 - ''Le Brigate rosse hanno diffuso questa sera a Torino il 'Comunicato numero sei' su Aldo Moro. Il comunicato comincia così:'L'interrogatorio al prigioniero Aldo Moro è terminato'''. Il comunicato sarà fatto trovare anche a Genova, Milano e Roma.
20:10 - ''Il comunicato conclude:'Non ci sono dubbi. Aldo Moro è colpevole e viene pertanto condannato a morte'''.
20:18 - ''Il Procuratore della Repubblica De Matteo ha diramato il seguente comunicato:'In relazione alle notizie apprese su alcuni giornali circa la trasmissione alla Procura della Repubblica di Roma di elenchi di persone collegate a movimenti estremisti, la Procura della Repubblica definisce tali notizie assolutamente prive di fondamento'''.
20:20 - ''La federazione romana del Pci ha diffuso il seguente comunicato:'A proposito di notizie apparse su alcuni organi di stampa secondo cui sarebbe stato consegnato da parte del Pci un dossier alla Procura della Repubblica di Roma o al ministero degli Interni, si precisa che tali notizie sono destituite di qualsiasi fondamento'''.
21:03 - ''La notizia dell'arrivo del nuovo messaggio delle Brigate rosse è giunta a Montecitorio quando il palazzo, quasi deserto per tutto il corso della giornata, stava per chiudere i battenti. Pochissimi anche i giornalisti presenti. La notizia è stata subito portata a conoscenza del presidente dell'Assemblea, l'on. Ingrao''.
21:25 - ''Oggi si è diffusa un'altra voce, sempre a proposito di una presunta visita di investigatori a via Savoia, che sarebbe avvenuta ieri: secondo questa voce la visita sarebbe stata fatta dagli investigatori in compagnia di un tecnico della Sip per individuare le cause che non permettevano da alcuni giorni al personale addetto al controllo delle linee telefoniche dello studio di via Savoia di intercettare le chiamate dall'esterno; secondo questa voce, i tecnici avrebbero scoperto un 'decodificatore', cioè un apparecchio che 'cancellando' le voci non consente alcun tipo di intercettazione''. (...) ''Per chiudere con le voci, quella generica di presunti prelati pontifici che si sarebbero recati in Emilia, raccolta da qualche giornale, in Vaticano non è neanche stata presa in considerazione''.
22:31 - ''Al segretario nazionale della Dc on. Zaccagnini la notizia del nuovo messaggio delle Brigate rosse è stata comunicata poco prima delle 20, mentre si trovava nella sede del partito in piazza del Gesù, dal suo capo ufficio stampa Cavina, il quale a sua volta aveva appreso la notizia da un giornalista. Zaccagnini si è messo in contatto immediatamente con il presidente del Consiglio Andreotti il quale, a sua volta, aveva avuto un abboccamento con il presidente della Repubblica Leone''.
22:36 - ''Il sottosegretario Lettieri, al termine della riunione a piazza del Gesù, si è recato alle 22,15 all'abitazione di Aldo Morom in via del Forte Trionfale, per parlare con la signora Eleonora. verso le 20,30 era giunto in via del Forte Trionfale Corrado Guerzoni, ex addetto stampa dell'on. Moro. Guerzoni si era intrattenuto con la famiglia Moro per circa un'ora''.
22:39 - ''La notizia del messaggio delle Br è stata comunicata al presidente del Senato Fanfani poco prima che il telegiornale desse l'annuncio. Avvicinato da un redattore dell'Ansa, Fanfani, visibilmente addolorato, ha detto:'Nei casi più disperati Giorgio La Pira esortava ad avere spes contra spem (cioè sperare anche le cose impossibili). Accogliamo - ha aggiunto Fanfani - questa esortazione anche in questo momento tanto grave'. E non ha voluto aggiungere altro''.
22:42 - ''Il portavoce dell'on. Zaccagnini è sceso nel vasto salone, dove solitamente si riunisce la direzione centrale della Dc, per consegnare ai numerosi giornalisti raccolti il testo della nota che sarà pubblicata domani mattina da 'Il Popolo'. 'La terribile indicazione che emerge dal comunicato numero sei delle Brigate rosse - è detto nel testo - ripropone con l'urgenza di un angoscioso dramma che investe in primo luogo la famiglia di Aldo Moro e il partito della Dc, ma anche tutte le forze democratiche del nostro Paese, la comune responsabilità a fare tutto ciò che è possibile a non lasciare nulla di intentato per salvare la vita del nostro presidente. Nell'ambito dei nostri doveri indicati dalla Direzione del partito venerdì scorso - conclude la nota del Popolo - importa operare subito per trovare una via che consenta di riportare nel cuore dei suoi affetti Aldo Moro'''.