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» 2008-04-20 15:35
13 aprile, smentita avocazione inchiesta
ROMA - 13 aprile 1978, sono passati 29 giorni dalla strage di via Fani. La procura generale della Repubblica smentisce le voci circolate di un' avocazione dell'inchiesta. Continua la politica di screditare gli scritti di Moro, ma la rivista dei gesuiti 'Civiltà cattolica' apre spiragli alla trattativa scrivendo che lo Stato non può farlo, ma altri sì. Smentito anche il sequestro di un'altra lettera di Moro alla famiglia.

Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA.

12:00 - ''Con un'intervista allo scienziato Gastone Lambertini, di Ferrara, e con una nota del prof. Federico Alessandrini, ex portavoce della Santa Sede, il settimanale vaticano 'Osservatore della domenica' sostiene che non si possono attribuire in alcun modo alla persona dell'on. Moro le affermazioni diffuse con la sua stessa scrittura e che il trattamento dello statista è molto simile a quello praticato nei più noti ed inumani processi dello stalinismo, dal 1936 agli oppositori moscoviti interni al partito fino a quello del 1949 al card. Mindszenty''.

14:18 - '''Lo Stato e la Dc non possono cedere al ricatto dei terroristi, nè scendere a trattative con essi; ciò però non significa che - attraverso possibili canali diversi - non si debba far nulla per tentare di salvare la vita all'on. Moro'. Lo afferma il padre Giuseppe De Rosa in un'articolo sul terrorismo apparso sull'ultimo numero di 'Civiltà cattolica'''.

14:05 - ''Con un comunicato la Procura generale presso la corte di appello di Roma ha precisato:'con riferimento a fantasiose notizie apperse su due quotidiani del mattino, la Procura generale presso la corte di appello di Roma comunica che le indagini preliminari riguardanti il sequestro dell'on. Moro e l'eccidio della sua scorta proseguono regolarmente sotto la direzione del procuratore della Repubblica, il quale, a norme dell'art. 233 del codice di procedura penale, ne riferisce quotidianamente gli sviluppi al procuratore generale. Le indagini si svolgono nella più perfetta intesa tra la magistratura inquirente, il minitro dell'Interno e tutte le forze di polizia. Alcuni giornali hanno affermato stamane che il procuratore generale della Repubblica Pietro Pascalino ha chiesto in visione tutti gli atti dell'inchiesta sul rapimento dell'on. Aldo Moro e che ciò significa in pratica l'avocazione del procedimento da parte della Procura generale''.

14:06 - ''Perquisizioni e posti di blocco sono stati fatti dagli agenti del commissariato di Sulmona in collaborazione con il distaccamento di polizia stradale di Castel di Sangro''.

20:50 - A Tribuna politica, ''L'on. Almirante ha detto di aver molto apprezzato l'on. La Malfa quando, il 16 marzo, alla Camera, ha preso delle posizioni che fino a quel momento era solo il Msi a prendere: i provvedimenti più duri, la pena di morte''.

21:58 - ''I carabinieri della compagnia di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, in collaborazione con quelli di Rieti, stanno cercando di rintracciare un'autovettura di grossa cilindrata, quasi certamente di marca tedesca, notata alla mezzanotte fra il 17 e il 18 di marzo a 36 ore dal rapimento di Aldo Moro, al passaggio a livello sito al chilometro 39 della linea ferroviaria Roma-Firenze''.

22:03 - ''Le indagini dei carabinieri sono ora concentrate in particolare a Monterotondo e a Torrita Tiberina, dove sembra che possano esservi delle persone che in qualche maniera sarebbero collegate con l'episodio del casello''.

23:44 - ''E' stata formalmente smentita una voce circolata questa sera secondo la quale la polizia avrebbe intercettato un'altra lettera di Moro alla famiglia fatta recapitare dalle Brigate rosse a un intermediario. Lo stesso capo della Digos, dott. Spinella, ha detto ai giornalisti che informerà la Procura della Repubblica ritenendo che voci 'destituite di ogni fondamento' come questa possono danneggiare le indagini in corso''.