ROMA - 11 aprile 1978, Moro è nelle mani dei suoi rapitori già da 27 giorni. Le notizie principali non riguardano il caso Moro, che ha pochi sviluppi, ma le Brigate rosse tornano in azione a Torino, dove, alle 7,30, uccidono a colpi di pistola l'agente di custodia delle carceri Nuove Lorenzo Cotugno, mentre esce dall'ascensore del palazzo dove abita. Cotugno riesce però a sparare con la sua pistola e a ferire uno degli attentatori, Cristoforo Piancone, che viene lasciato dai complici davanti al pronto soccorso dell'astanteria Martini e che sarà ricoverato all'ospedale Molinette. L'attentato sarà rivendicato dalle Br il giorno dopo con una telefonata all'Ansa. A Parigi, la sezione istruttoria della Corte d'Appello concede la liberta' provvisoria a Antonio Bellavita, arrestato il 30 marzo. Continuano i tentativi di screditare gli scritti di Moro attraverso il parere di insigni studiosi che sostengono che Moro viene drogato o imbottito di psicofarmaci, meglio se sovietici.
Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA:
13:23 - '''L'ho detto ieri e lo ripeto oggi: non intendo polemizzare con i volantini delle Brigate rosse. Non ho altro da aggiungere': lo ha precisato stamane il senatore Paolo Emilio Taviani. Già ieri sera, dopo che era stato diffuso il testo della lettera dell'on. Moro, Taviani - attraverso i suoi collaboratori - aveva fatto sapere che non aveva alcun commento da fare al riguardo''.
20:12 - ''Il procuratore della Repubblica De Matteo questo pomeriggio si è recato nuovamente nella abitazione dell'on. Moro in via del Forte Trionfale e vi si è trattenuto per 45 minuti. All'uscita il procuratore generale non ha fatto dichiarazioni. De Matteo si era recato in casa Moro domenica scorsa dopo che negli ambienti giornalistici si erano diffuse voci sull'arrivo di una lettera privata indirizzata dal prigioniero alla sua famiglia''.
20:23 - '''La scrittura dell'on. Aldo Moro è tipica di chi è costretto a ingerire psicofarmaci del tipo di quelli, per esempio, che vengono somministrati agli schizofrenici per evitare loro allucinazioni e deliri'. Questa è l'opinione del neurologo Alessandro Agnoli''. Il prof. Agnoli - continua l'ANSA - titolare della cattedra di neurologia nell'Università dell'Aquila, sostiene che le differenze riscontrabili tra una lettera scritta da Moro prima del rapimento e quella allegata al comunicato numero 5, ''sono tipiche del soggetto sano costrettoa d usare farmaci neurolettici. Ne esiste uno, l'Aloperidolo - una medicina inodore e insapore usata, si dice, per i dissidenti sovietici - che rende la persona alla quale è somministrato facilmente dominabile e che modifica la scrittura, rendendola incerta''.