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» 2008-04-19 14:35
10 aprile: comunicato n.5 e attacco a Taviani
ROMA - 10 aprile 1978, ventiseiesimo giorno del rapimento di Aldo Moro, le Brigate rosse fanno trovare il comunicato numero 5 insieme alla fotocopia di un manoscritto di Moro. Il comunicato afferma che l'interrogatorio del 'prigioniero' continua, che tutto quello che Moro dirà sarà reso noto al popolo e respinge invece indignato le voci di trattative segrete. Lo scritto di Moro è una parte del 'Memoriale' (le risposte di Moro all'interrogatorio da parte delle Br) che sarà ritrovato in via Monte Nevoso e riguarda Paolo Emilio Taviani, con il quale Moro polemizza per la sua smentita alle posizioni sullo scambio di prigionieri. Nelle affermazioni, molto polemiche, di Moro sul suo collega di partito Taviani, si possono intravedere oggi accenni a strutture allora sconosciute, come Gladio (e Cossiga ha detto che Moro e Taviani erano stati i fondatori di Gladio). Moro cita l'amicizia di Taviani con Henke (il primo direttore del Sid) e dice che ''l'importanza e la delicatezza dei molteplici uffici ricoperti puo' spiegare il peso che egli ha avuto nel partito e nella politica italiana, fino a quando è sembrato uscire di scena'' (e qui questo 'sembrato' sembra alludere a eventuali ruoli 'non ufficiali'). Moro aggiunge che in tutti i ''delicati posti ricoperti'' Taviani ''ha avuto contatti diretti e fiduciari con il mondo americano. Vi è forse, nel tener duro contro di me, un'indicazione americana e tedesca ?''.

Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA:

12:25 - ''La Procura generale della Corte d'appello in relazione a notizie definite in un comunicato 'non del tutto esatte' e comparse nella stampa quotidiana, comunica che l'autorità giudiziaria è in possesso, a norma di legge, di tutti i messaggi a firma dell'on. Moro. Si aggiunge che tali messaggi sono coperti dal segreto istruttorio e che è falsa la notizia dell'esistenza di una bobina in cui sarebbe registrata la voce dell'on. Moro''.

18:01 - ''Il quinto messaggio delle Brigate rosse è giunto alla redazione di Milano del quotidiano 'La Repubblica'. E' composto da tre cartelle dattiloscritte e da otto cartelle manoscritte''. 18:08 - ''Il quinto messaggio delle Brigate rosse è stato fatto recapitare anche al Messaggero di Roma e alla Gazzetta del popolo di Torino''. Più tardi, come le altre volte, il comunicato è fatto trovare anche a Genova.

18:10 - ''Nel suo manoscritto il presidente della Dc Aldo Moro polemizza con la smentita fatta da Taviani sull'episodio Sossi. Le Brigate rosse confermano che il processo continua''.

18:20 - ''La fotocopia del manoscritto di otto cartelle è una lettera firmata Aldo Moro e indirizzata alla moglie''.

 18:22 - ''Nel messaggio trovato da un redattore della 'Gazzetta del popolo' si dice tra l'altro:'gli organi di stampa del regime continuano la loro campagna di mistificazione volendo far credere la esistenza di trattative segrete o di misteriosi patteggiamenti. Riteniamo necessario ribadire che questo è ciò che vorrebbe il regime, mentre la posizione della nostra organizzazione è sempre stata e rimane nessuna trattativa segreta, niente deve essere nascosto al popolo''.

18:55 - ''Il testo autografo di Aldo Moro è, come detto nel comunicato delle Brigate rosse, una parte di sue dichiarazioni rese ad un 'tribunale del popolo' e non una lettera alla moglie, signora Eleonora, com'era sembrato in un primo momento''.