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» 2008-04-19 14:20
4 aprile: arriva il comunicato numero quattro e la lettera a Zaccagnini
ROMA - 4 aprile 1978, ventesimo giorno del rapimento Moro. Il fatto del giorno è che le Brigate rosse fanno trovare il quarto comunicato sul rapimento di Aldo Moro, la fotocopia di una lettera autografa dello stesso Moro al segretario della Dc Benigno Zaccagnini e un opuscolo, intitolato ''Risoluzione della direzione strategica'' e datato febbraio 1978. Nella lettera Moro afferma che l'unica soluzione positiva possibile alla sua vicenda è prospettare ''la liberazione dei prigionieri di ambo le parti''.

Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie dell'ANSA:

11:39 - ''Non è il risultato di un fotomontaggio l'immagine di Aldo Moro inviata al quotidiano ''Il Messaggero'' insieme con il secondo messaggio delle Brigate rosse. Lo conferma la perizia tecnica che stamane è stata consegnata al pubblico ministero Luciano Infelisi dall'ing. Calzini e dal tecnico Colucci che l'hanno eseguita''.

18:08 - ''Il 'comunicato numero quattro' delle Brigate rosse è stato trovato oggi pomeriggio in una macchinetta di distribuzione dei biglietti nella stazione di via Palestro della matropolitana milanese, dopo una telefonata al quotidiano Avvenire. Il documento (tre fitte pagine) è intitolato 'Il processo ad Aldo Moro'. Il comunicato riporta anche il testo dattiloscritto con carattere corsivo di una lettera firmata Aldo Moro indirizzata all'on. Zaccagnini''. Meno di mezz'ora dopo il comunicato, annunciato con una telefonata al Secolo XIX, è trovato anche a Genova. L'ANSA scrive che insieme c'è un ''volumetto di circa 60 pagine nel quale si illustra la strategia delle Brigate rosse''.

20:29 - ''Probabilmente la lettera di Moro a Zaccagnini è stata scritta il 30 o il 31 marzo. Lo si rileva dal contesto della stessa lettera, laddove lo scrivente afferma testualmente 'tengo a precisare di dire queste cose in piena lucidità; tanta lucidità almeno quanto può averne chi è da quindici giorni in una situazione eccezionale''.

20:35 - ''Le sessanta pagine della 'Risoluzione della Direzione strategica - febbraio 1978' rappresentano una specie di documento politico generale suddiviso in sette capitoli. L'opuscolo è articolato in due parti principali. la prima contiene analisi sulla situazione italiana ed internazionale. La seconda le 'proposte' tra cui, la principale, la creazione del 'Partito comunista combattente'. L'opuscolo, rilegato, ha una copertina con fondo bianco e la scritta 'Brigate rosse' insieme alla stella a cinqua punte in rosso''. Si chiarisce poi, nel corso della giornata, che le copie del comunicato trovate a Milano sono tre. Le altre due sono state annunciate con telefonate alla redazione milanese di Repubblica e al Settimanale. La prima telefonata è stata quella a Repubblica. Come le volte precedenti, il comunicato viene trovato anche a Roma e Torino. Nel comunicato, le Br precisano che la richiesta di Moro (nella lettera a Zaccagnini) di uno scambio di prigionieri, è ''il suo punto di vista e non il nostro''. ''Abbiamo piu' volte affermato - scrivono i terroristi - che uno dei punti fondamentali del programma della nostra Organizzazione e' la liberazione di tutti i prigionieri comunisti e la distruzione dei campi di concentramento e dei lager di regime'' ma ''denunciamo come manovre propagandistiche e strumentali i tentativi del regime di far credere nostro cio' che invece cerca di imporre: trattative segrete, misteriosi intermediari, mascheramento dei fatti''. Le Brigate rosse però, anche in seguito, non hanno mai chiarito a cosa e a chi alludessero quando parlano di ''trattative segrete'' e ''misteriosi intermediari''. Nella seconda parte del comunicato le Brigate rosse sottolineano ancora una volta la loro strategia di proporsi come avanguardia leninista del 'movimento' e scrivono:''Per trasformare il processo di guerra civile strisciante, ancora disperso e disorganizzato, in una offensiva generale, diretta da un disegno unitario e' necessario sviluppare e unificare il MOVIMENTO Dl RESISTENZA PROLETARIO OFFENSIVO costruendo il PARTITO COMUNISTA COMBATTENTE. Movimento e Partito non vanno pero' confusi. Tra essi opera una relazione dialettica, ma non un rapporto di identita'. Cio' vuol dire che e' dalla classe che provengono le spinte, gli impulsi, le indicazioni, gli stimoli, i bisogni che l'avanguardia comunista deve raccogliere, centralizzare, sintetizzare, rendere TEORIA e ORGANIZZAZIONE STABILE e infine, riportare nella classe sotto forma di linea strategica di combattimento, programma, strutture di massa del potere proletario''. Nella lettera a Zaccagnini, Moro chiama la Dc ad assumersi ''le responsabilità che sono ad un tempo individuali e collettive'', si rivolge direttamente al segretario Dc, al quale ricorda l'''estrema, reiterata e motivata riluttanza ad assumere la carica di Presidente che tu mi offrivi e che ora mi strappa alla famiglia, mentre essa ha il più grande bisogno di me. Moralmente sei tu ad essere al mio posto, dove materialmente sono io'', parla del Pci ''che non può dimenticare che il mio drammatico prelevamento è avvenuto mentre si andava alla Camera per la consacrazione del governo che m'ero tanto adoperato a costruire'' e parla dei problemi della sua famiglia, che ''ha il più grande bisogno di me''. A proposito dello scambio di 'prigionieri' Moro ricorda che ''in questo modo civile si comportano moltissimi Stati'' e ricorda che espresse già queste idee ''a Taviani per il caso Sossi e a Gui a proposito di una contestata legge contro i rapimenti''. Quest'ultimo accenno sarà ripreso da Moro nella lettera successiva, consegnata dalle Br il 10 aprile, in cui scrive ''filtra sin qui la notizia che l'on.Gui ha correttamente confermato e l'on.Taviani ha smentito, senza evidentemente provar disagio verso un collega lontano e in condizioni difficili''