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» 2008-04-19 12:45
30 marzo, polemiche su lettera a Cossiga
ROMA - 30 marzo 1978, Moro è prigioniero delle Br ormai da 15 giorni. La giornata passa tra le polemiche sui contenuti della lettera di Moro a Cossiga. Quasi tutti i commenti tentano di sminuirne l'importanza, bollandola come 'estorta' e sostenendo che 'Moro non era Moro'. Continuano le ricerche sul litorale a nord di Roma, mentre salta il programmato sopralluogo in via Fani. A Parigi è arrestato Bellavita, direttore di Controinformazione, che però sarà presto rilasciato.

Ecco la cronaca della giornata attraverso le notizie trasmesse dall'ANSA:

10:33 - ''Fin dalle otto via Mario Fani si era popolata più del solito. Giornalisti, fotografi, cineoperatori e molti curiosi si erano radunati all'angolo della strada con via Stresa, in attesa del sopralluogo. Alcune pattuglie dei vigili urbani provvedevano a regolare il traffico, stamani più intenso del solito. Per oltre un'ora e mezza si è atteso l'arrivo dei magistrati e degli investigatori, ma l'attesa è andata delusa. Alle 9.30 la notizia ufficiale: il magistrato non sarebbe arrivato''. Infelisi, e molti degli inquirenti, avevano infatti fatto le ore piccole per l'arrivo del comunicato numero tre la sera del giorno prima.

11:38 - ''Uno dei 20 presunti brigatisti la cui foto e i cui nominativi sono stati diffusi dal ministero dell'Interno dopo il rapimento di Moro, Domenico Lombardo, ha fatto pervenire all'agenzia Ansa 'una copia dell'esposto inviato al sostituto procuratore della Repubblica per le opportune rettifiche delle false notizie diffuse in questi giorni dalla stampa e per ristabilire la verità''. ''E' vero - aggiunge Lombardo - che io sono attualmente latitante perché innocentemente coinvolto in un tragico episodio avvenuto in Calabria del quale spero che un giorno o l'altro possa risultare ed essere riconosciuta la mia estraneità, ma questo non significa che mi si debba coinvolgere in altri avvenimenti di cui sono assolutamente ignaro''. Lombardo sarà poi arrestato dopo un anno e mezzo e condannato a 22 anni per la strage di Razzà.

13:23 - ''Una vasta battuta alla quale partecipano reparti di polizia, carabinieri e guardia di finanza è in corso da questa mattina nella zona della via Aurelia tra Cerveteri e Campo di Mare''.

15:14 - A Parigi, la polizia francese, su richiesta di quella italiana, arresta Antonio Bellavita, ex direttore di ''Controinformazione''. Il nome e la foto di Bellavita erano nella lista dei 20 sospetti diffusa dal Viminale dopo il rapimento di Aldo Moro. ''A carico di Antonio Bellavita - si legge nella sentenza di rinvio a giudizio - esistono elementi di prova 'precisi, convergenti ed univoci' sulla sua appartenenza, come organizzatore, alle Brigate rosse''. Contro l'arresto e la richiesta di estradizione di Bellavita si alza una forte protesta di intellettuali. L'11 aprile Bellavita torna in libertà provvisoria. A maggio la Francia respinge la richiesta di estradizione. Bella vita sarà inquisito e poi assolto, insieme a esponenti dell'Hyperion, brigatisti come Senzani, dirigenti dei servizi segreti, nell'inchiesta veneziana del giudice Mastelloni su un traffico di armi ed esplosivi tra Olp e Brigate rosse.

20:00 - Da un vertice dei maggiori dirigenti della Dc esce una nota che sarà pubblicata dal Popolo del giorno dopo e che viene anticipata alle agenzie. ''Come abbiamo affermato nei giorni scorsi - dice la nota - il punto essenziale di riferimento rimane per noi lo Stato democratico, con le sue istituzioni, le sue leggi e le sue esigenze. Riteniamo perciò di dover ribadire con meditata convinzione che non è possibile accettare il ricatto posto in essere dalle Brigate rosse''. - Per tutta la giornata poi si susseguono i commenti alla lettera di Moro a Cossiga resa nota la sera del giorno precedente. Molti dei commenti cercano di negare valore alla lettera. L'on. Luigi Preti, per esempio, presidente del gruppo socialdemocratico del Psdi alla Camera, dichiara che ''basta leggere la lettera di Moro per rendersi conto che non può essere attribuita a lui e se l'ha scritta gli è stata imposta con metodi criminali''. Per il sen. Tedeschi, di ''Democrazia nazionale'', ''La lettera dell'on. Moro è stata scritta in seguito a fortissime pressioni, forse sotto l'effetto di psicofarmaci''. Anche i titoli dei giornali sembrano obbedire alla stessa mano. ''Queste parole non sono sue'' titola la Repubblica, ''Una lettera di Moro. Vera? Falsa? Come gli è stata estorta?'' scrive il Messaggero, ''Le Brigate rosse estorcono una lettera a Moro'' titola ancora ''Paese sera'', mentre il Corriere della sera scrive:''Chi ha scritto questa lettera ? E' forse opera di Aldo Moro, presidente della Dc nonché stratega prudente, mediatore eccelso e ispiratore della politica italiana ? O forse è opera di un uomo che ha lo stesso volto e lo stesso nome, che è ancora Aldo Moro, ma è ridotto all'impotenza dall'isolamento di una prigionia crudele, sottoposto all'effetto di stupefacenti o a qualche altra tecnica di controllo psichico ?''.