ROMA - All'intervento, nel rapimento Moro,di strani personaggi provenienti dalla Francia, accenna l'ex BrAlberto Franceschini, uno dei fondatori dell'organizzazioneterroristica in una ricostruzione romanzata del caso Moro. Ilromanzo e' ''La borsa del presidente'' - ritorno agli anni dipiombo'' di Alberto Franceschini e Anna Samueli, edito daEdiesse nel 1997. Da una frase (e' passato un anno dall' arrestodi Maccari) si capisce che e' stato scritto o ambientato nel1994. Il protagonista e' Amos Riani, un ex terrorista che lavora inuna societa' di informatica. Un giorno viene convocato dalgiovane giudice Giorgio Finzi che gli mostra alcuni repertitrovati in una borsa del Presidente (Moro) lasciata in un taxi.La borsa contiene una fotografia Polaroid di un balcone, unacartolina raffigurante una statua romana, l'''Ares Sinibaldi'',un invito del teatro ''Agora''' per la rappresentazione ''OCoelicolae'' dell' 1 giugno 1978. Finzi chiede la collaborazionedi Riani. Riani va a trovare l' ex sen.Enrico Maraini, appassionato alcaso Moro, che gli da' alcuni suggerimenti, ma che poi sara'trovato strangolato. Riani comincia allora a seguire le traccedella statua e, soprattutto, del teatro. Uno dei fondatori delteatro, vecchia conoscenza di Amos, gli dice che nel gennaio1978 fu contattato dalla Nouvelle Confrerie de la Passion, unacompagnia teatrale francese che lavorava alla riproposta dei''misteri'' liturgici medievali. La Ncp affitto' il teatro percinque mesi per le prove di uno spettacolo che doveva cominciareall' inizio di giugno, ma che non ando' mai in porto. Anche ilregista era una vecchia conoscenza di Riani. Dopo una lunga indagine arriva a Venezia dove trova un'altrasua vecchia conoscenza, uno dei componenti del nucleo originariodel terrorismo italiano, poi trasferitosi a Parigi. Questi gliconfessa che e' stato il suo gruppo, attraverso un infiltrato, aguidare la formazione terrorista di Amos, che altrimenti sarebberimasta un gruppetto di estremisti che bruciavano le macchine, eche la sicurezza del suo gruppo e' garantita dal possesso dimateriale scottante. In seguito Amos riceve un pacco che gli e' stato mandato daMaraini prima di essere ucciso e che contiene quello che Marainichiamava ''il bestiario'' (le sue schede sui personaggicoinvolti nel caso). Seguendo le indicazioni di una scheda,Riani va a trovare un vecchio ufficiale che vive a Fregene. Algenerale, Riani racconta la sua ipotesi: tutti quelli cheavevano interesse a che le cose non cambiassero, sia gli uominidel potere che i ''rivoluzionari del tanto peggio tanto meglio''erano d'accordo che il Presidente andava eliminato, ma ucciderlone avrebbe fatto un eroe, mentre un rapimento avrebbe distruttola sua credibilita', cosi' l'agguato viene protetto e l'ostaggiova ai terroristi e la borsa con i documenti importanti aiservizi. Poi la prigione viene individuata, si avvianotrattative segrete. A questo punto il generale interrompe Rianie da' la sua versione. Con una metafora gli spiega che hannocontrollato fin dall' inizio il fenomeno del terrorismoeliminando le persone piu' pericolose. Gli conferma poi che ilprogetto politico del Presidente metteva in pericoli gliequilibri interni ed internazionali, che avevano tentato difermarlo con uno scandalo, ma ''lui riusci' ad entrare inpossesso di documenti che non abbandonava mai e che avrebberocompromesso l' intero sistema politico''. Il generale ebbequindi l' incarico di favorire il sequestro e di recuperare idocumenti, poi la scoperta della prigione e le trattativeingarbugliano tutto. Qualcuno pensa che la liberazione sia gia'cosa fatta, ma ''c'era anche qualcuno che gia' sapeva cosaavremmo trovato nella Renault rossa''. Sono evidenti, nel romanzo, gli accenni di Franceschini (che,arrestato nel 1974, era gia' in carcere da tempo all'epoca delcaso Moro) ad un pesante ruolo di condizionamento, da parte dielementi dell'Hyperion, nella gestione del sequestro delpresidente Dc, attraverso un loro elemento nei vertici delleBrigate rosse.