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» 2008-04-19 10:36
Il mistero delle cinque borse
di Stefano Fratini

ROMA - Uno dei misteri mai chiariti del casoMoro è quello delle sue borse. L'unica cosa che sembra sicura è che Moro portava sempre consè diverse borse e che quel giorno le borse erano cinque.Secondo la moglie Eleonora il marito portava abitualmente con sé 5 borse. La più importante conteneva documenti riservati, inaltre c'erano ritagli di giornale e tesi di laurea, unaconteneva medicinali e oggetti personali. Due borse vengonoritrovate immediatamente nell'auto. Una terza è visibile perterra, in via Fani, in una delle fotografie scattate sul luogodella strage. Forse è la borsa che ricompare misteriosamente,trovata da un agente di polizia nel bagagliaio dell'auto diMoro, cinque giorni dopo via Fani. Due borse le ha prese Valerio Morucci subito dopo la stragedi via Fani. ''Io avevo il compito - ha raccontato - una voltasparato contro la scorta della 130 di Moro, di prendere le borsedi Moro dall'auto... Mi sono portato presso il 130 di Moroprelevando due borse del presidente della Democraziacristiana''. Non è chiaro con quali criteri abbia scelto due trale 5 borse, ma di sicuro hanno preso la più importante. Qualefine abbiano poi fatto le due borse prelevate da Morucci èancora più oscuro. Anna Laura Braghetti, l'intestataria delcovo-prigine di via Montalcini, dice che furono portate lì ma''Nella prima trovammo alcune tesi di laurea, due paia diocchiali di ricambio, francobolli, articoli di cancelleria,poche medicine. Nella seconda pratiche ministeriali, il testodel progetto di riforma della polizia, lettere diraccomandazione e di ringraziamento e, particolare che mi colpìmoltissimo, la sceneggiatura di un film''. Una versione vuole che Prospero Gallinari abbia bruciatotutto il contenuto delle borse di Moro durante una riunionenella base di Moiano, in Umbria. In uno dei processi peròAdriana Faranda ha dichiarato di non ricordare che inquell'occasione Gallinari avesse bruciato carte. In effettisembra poco credibile che i terroristi abbiano addirittura''programmato'' di portar via le borse (o la borsa importante)dall'auto, ritardando così, anche se di poco, la ritirata da viaFani, per poi bruciarne il contenuto. Patrizio Peci, il primo grande pentito delle Br, hadichiarato che a un certo punto si ritrova tra le mani documentiprovenienti da una delle due borse rubate in via Fani:''A noidella colonna di Torino furono dati da conservare alcunidocumenti di Moro, perché avevamo una base sicura a Biella''. Secondo Corrado Guerzoni, nella borsa più importante Morocustodiva fra l'altro documenti concernenti lo scandaloLockheed. Secondo Giovanni Galloni, nella borsa scomparsa potevaesserci una documentazione sull'infiltrazione nelle Br deiServizi di intelligence americani e israeliani. Lo stesso Moro, nei suoi scritti dal carcere, si interessadelle borse. In una lettera alla moglie Noretta scrive''bisognerebbe cercare di raccogliere 5 borse che erano inmacchina. Niente di politico, ma tutte le attività correnti,rimaste a giacere nel corso della crisi''. In un'altra letteraindirizzata a Rana, Moro è più diretto:''Sono state recuperatedelle borse in macchina? O sono sequestrate come corpo di reato?Si può sbloccare?''. Nel 1986, in un'interrogazione, il sen. Sergio Flamigni, exmembro della commissione Moro, chiedeva ''una nuova e piu'accurata perquisizione nel covo delle Br di via Monte Nevoso''citando fra l' altro una dichiarazione del gen. Dalla Chiesa,fatta il 23 febbraio 1982, nella quale si chiedeva ''dove sonole borse, dove e' la prima copia (perche' noi abbiamo trovato labattitura soltanto). L'unica copia che e' stata trovata deidocumenti Moro non e' in prima battuta''. E' da notare anche cheil sen.Flamigni, allora e ancora oggi etichettato spesso come''dietrologo'', chiedeva di fare quello che sarebbe avvenuto percaso qualche anno dopo, con la scoperta di altri documentiimportanti del caso Moro, durante lavori nell'ex covo milanesedi via Monte Nevoso. Intanto, l'8 maggio 1978, il giorno prima dell'uccisione diMoro, un quotidiano aveva scritto in prima pagina che a viaGradoli erano stati trovati due elenchi: uno di personalita'militari, esponenti politici, giornalisti, dirigenti di entipubblici e di aziende private, l'altro di iscritti alla Dc.Potevano forse far parte delle carte di Moro scomparse ? Il contenuto di quella borsa potrebbe rientrare quindinell'ipotesi del ''doppio ostaggio'', più volte avanzata dall'expresidente della Commissione stragi Giovanni Pellegrino.