ROMA - La figura dell'Abbe' Pierre, morto agennaio del 2007, e' comparsa in alcune vicende del terrorismoitaliano e anche nel fatto piu' importante di quella storia: ilcaso Moro. Quando, il 16 marzo 1978, il giorno stesso del rapimento delpresidente Dc Aldo Moro, il ministero dell'Interno diffonde lefoto di 20 presunti terroristi latitanti fortemente sospettatidi essere coinvolti nell'impresa terroristica, tra di loro c'e'anche Innocente Salvoni. Salvoni era marito di FrancoiseTuscher, nipote dell'Abbe' Pierre e segretaria della scuola dilingue parigina Hyperion. In un'audizione in commissione Stragi,il giudice Rosario Priore afferma che per questo caso ''si mossel'Abbe' Pierre, che fu ricevuto in brevissimo tempo daZaccagnini''. Zaccagnini smenti' l'incontro con il religiosofrancese. Di sicuro, comunque, l'Abbé Pierre intervenne indifesa di Salvoni. Il 21 marzo l'ANSA diffonde da Roma lanotizia che l'Abbè Pierre aveva consegnato alla stampa italianauna lettera di Salvoni. Nella lettera Salvoni scrive tral'altro:''Domando a mio zio, l'Abbè Pierre, ex deputato dellaRepubblica francese, di voler recarsi in Roma per comunicarealle autorità, alla stampa e alla televisione la mia smentita''.Due testimoni sostengono però di aver riconosciuto in Salvonil'uomo che accompagnò in un bar Bonisoli, che si era sentitomale. Salvoni, tra l'altro, era al centro della sesta inchiestasul caso Moro, aperta nel 1997 da Ionta, della quale da anni sisono perse le tracce. Sempre l'Abbé Pierre, nel 1984, affronto' otto giorni disciopero della fame per sostenere Vanni Mulinaris, un altro deifondatori dell'Hyperion, che era stato arrestato, al suo ritornoin Italia, con l'accusa di traffico di armi e partecipazione abanda armata. L'Hyperion era un istituto ritenuto da molti unasorta di camera di compensazione del terrorismo internazionale enel quale lavoravano altri latitanti italiani, come CorradoSimioni (il personaggio al quale accenno' una volta BettinoCraxi come un possibile 'grande vecchio' delle Br), Duccio Berioe Vanni Mulinaris. Un'inchiesta francese ha scagionato l'Hyperion. L'inchiestaitaliana del giudice Priore, con l'ipotesi di aver costituito inFrancia una banda armata operante su territorio estero, fini'per confluire in quella veneziana del giudice Mastelloni, cheaveva inquisito Simioni, Mulinaris e Berio per reati piu' gravi,tra cui un traffico di armi con le Brigate rosse e l'Olp. Tragli imputati figuravano anche Abu Ayad, capo dei servizi disicurezza di Al Fatah e alti ufficiali dei servizi segretiitaliani, tra cui i generali Nino Lugaresi, Pasquale Notarnicolae Giulio Grassini. Il processo veneziano si concluse nel 1990con un'assoluzione generale. Nel 2002, in un'intervista a ''Liberation'', Louis Joinet, ilmagistrato che fu il principale negoziatore della cosiddetta'dottrina Mitterrand', l'accordo tra il Governo francese e ilatitanti italiani che ha garantito loro l'impunita' per moltianni, ha raccontato che determinante nell'elaborazione della'dottrina Mitterrand' fu l'intervento dell'Abbe' Pierre a favoredi 'Hyperion'. Nello stesso 2002, l'Abbe' Pierre interviene adifesa del suo medico personale, Michele D'Auria, latitanteitaliano ex aderente a Prima Linea, che era stato arrestatodalla squadra mobile di Milano in trasferta a Parigi. D'Auria siera ricostruito una nuova vita a Parigi, con il nome di MicheleCanino e sara' poi radiato dall'Ordine dei medici francese peresercizio illegale della professione e per falso, perche' avevaesercitato sotto falso nome per una decina d'anni.