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» 2008-04-20 20:29
18 marzo, primo comunicato delle Br
La novità principale del 18 marzo, il terzo giorno del caso Moro, è che le Brigate rosse si fanno vive per la prima volta con un comunicato al quale è allegata una foto di Moro.
Ecco gli sviluppi della giornata attraverso la cronaca dell'ANSA:
11:43 - "nella camera ardente dell'Istituto di medicina legale sono state esposte le salme dei cinque carabinieri e agenti uccisi due giorni fa nell'azione per il rapimento di Moro". Alle 12 le bare saranno chiuse e sarà bloccato l'accesso della folla nella camera ardente.
11:47 - in via Lucano è trovato un furgone con vetri oscurati e due targhe, una delle quali falsa. Il padrone del furgone sarà rintracciato e risulterà del tutto estraneo alla vicenda. Intanto un'automobile sfugge ad un posto di blocco dei carabinieri sul Raccordo anulare, all'altezza dell'Aurelia. Le persone fuggite erano cacciatori, scappati perché spaventati da un colpo sparato per errore da un carabiniere.
12:29 - l'ufficio stampa della Dc smentisce la notizia "di fonte giornalistica" che all'on. Zaccagnini, segretario della Dc, "sarebbe stata fatta recapitare una foto dell'on. Moro".
12:50 - Una foto che ritrae l'on. Moro è stata fatta trovare al quotidiano romano "Il Messaggero" in un sottopassaggio pedonale di largo Arenula, a Roma. "Il Messaggero" aveva ricevuto una telefonata con la segnalazione verso mezzogiorno.
13:02 - un altro messaggio a firma Brigate rosse è stato indirizzato al Tg1. Il messaggio è stato lasciato in una cabina telefonica pubblica di via Teulada.
13:07 - "nella foto inviata al Messaggero l'on. Moro appare con la testa reclinata da un lato. Egli è in camicia e dietro di lui si vede il solito drappo rosso con la stella a cinque punte delle Br. Nessun cartello appare nella foto. Il messaggio allegato alla fotografia sarebbe di due pagine".
13:21 - "La foto è in bianco e nero ed è stata scattata con una Polaroid. La busta contenente la foto e i volantini era sul tetto di una cabina per le foto automatiche nel sottopassaggio di largo Arenula. La prima telefonata fatta dalle Brigate rosse al Messaggero è stata fatta ieri sera, ma la busta non era stata trovata. Questa mattina poco prima di mezzogiorno le Brigate rosse hanno telefonato al messaggero e hanno chiesto come mai non fosse stata pubblicata la foto dell'on. Moro. E' tornato nel sottopassaggio il cronista Maurizio Salticchioli e dopo rapide ricerche ha trovato la busta contenente la fotografia e il volantini".
13:28 - l'ANSA comincia a trasmettere il testo del Comunicato numero uno delle Brigate rosse.
14:10 - "una copia del volantino è stata fatta giungere anche al quotidiano Vita". Era in una busta arancione dietro la saracinesca di un negozio vuoto accanto al palazzo dove ha sede il quotidiano.
14:53 - la persona che ha venduto le divise da aviatore ha detto che è stata una donna ad acquistare gli abiti, circa una settimana prima dell'agguato di via Fani.
16:08 - il giudice istruttore di Torino Corsi emette un ordine di cattura contro Brunhild Pertramer per l'uccisione del mar. Rosario Berardi, del 10 marzo. Alcuni testimoni avrebbero riconosciuto la Pertramer dopo che il suo volto è apparso su tutti i giornali essendo inclusa nell'elenco dei 20 diffuso dal Viminale per il rapimento Moro.
17:16 - Il direttore del periodico Controinformazione, Antonio Bellavita, il cui nome era tra i 20 diffusi dal Viminale, fa sapere che al momento del rapimento "si trovava ad almeno duemila chilometri dalla capitale".
17:30 - il cronista del Messaggero che ha trovato la busta ha dichiarato alla polizia che "un giovane che indossava una tuta verde, aveva i baffi e occhiali scuri, avrebbe osservato da lontano la scena per accertarsi del prelievo della busta".
17:48 - l'ufficio stampa del ministero dell'Interno comunica che dalle 18 anche l'esercito sarà impegnato nei controlli "di applicazione delle ordinarie disposizioni vigenti".
18:00 - cominciano i funerali dei cinque uomini della scorta.
18:13 - "valide ai fini delle indagini sono state considerate dagli inquirenti le fotografie che la signore Cristina Rossi, abitante in via Fani, ha scattato dalla finestra della sua abitazione mentre era in corso la sparatoria. Il negativo del rollino scattato dalla testimone è stato passato dai funzionari della questura al magistrato inquirente chelo ha esaminato, mantenendo tuttavia sul suo contenuto uno stretto riserbo". Più tardi l'ANSA precisa che la donna si chiama Giuseppina Rossi (e non Cristina) e che è stato il marito a scattare le foto.
20:52 - ancora sui 20 nomi diffusi il 16 dal Viminale. Giuseppe Santo Aloisi e Antonio Favale sono due pregiudicati in carcere, mentre la foto di un tale Pietro Sicca ritrarrebbe probabilmente ad un'altra persona. 23:55 - Apparentemento non collegato con il caso Moro una vicenda che accade a Milano, in via Mancinelli, poco dopo le 20. Tre persone uccidono con colpi di pistola gli studenti Lorenzo Jannucci (19 anni), detto Iaio, e Fausto Tinelli (18 anni), che muore in ospedale. Fausto e Iaio erano frequentatori del centro sociale "Leoncavallo", gestito da un "collettivo" di estrema sinistra. Tinelli abitava di fronte al covo Br di via Monte Nevoso, che sarà scoperto a ottobre. Il caso non è mai stato chiarito. Nel 2000 il Gip milanese Clementina Forleo archivia l'inchiesta con la motivazione che la decisione di uccidere Fausto e Iaio maturò nell'estrema destra, ma non è stato possibile identificare gli assassini.