ROMNEY CON MCCAIN, FINE CORSA DEI REPUBBLICANI
John McCain e Mitt RomneyWASHINGTON - Dopo Rudy Giuliani, un altro ex aspirante presidente americano, Mitt Romney, ha scelto di allinearsi con John McCain, segnando in pratica la fine della corsa alla nomination dei repubblicani per la Casa Bianca. Con i democratici impegnati in una battaglia che si preannuncia ancora lunga tra Barack Obama e Hillary Clinton, il partito di George W.Bush si trova così con il vantaggio di nove mesi di pace interna per preparare le elezioni di novembre.
Ma il repubblicano Mike Huckabee non molla. "Sono ancora in gara", ha dichiarato reagendo alla decisione dell'ex-rivale Mitt Romney di dare il suo sostegno, ed i suoi delegati, al senatore John McCain. "La gente ha diritto a votare e a scegliere - ha detto Huckabee - accetterò il verdetto quando McCain raggiungerà la certezza matematica dei 1191 delegati". Anche sommando i delegati di McCain (827) a quelli di Romney (286) si arriva a 1113 delegati, ancora sotto la soglia della sicurezza matematica.
"Sono onorato di dare oggi il mio pieno sostegno al senatore McCain, un vero eroe americano, per la presidenza degli Stati Uniti", ha detto Romney, presentandosi al fianco dell'ex avversario a Boston di fronte a una gigantesca bandiera a stella e strisce.
"E' un uomo capace di guidare gli Stati Uniti in un momento pericoloso", ha aggiunto, mettendo da parte un anno di virulente accuse lanciate contro McCain, con il quale ha ingaggiato una battaglia spesso fatta di colpi bassi. "E' importante per me non solo avere questo appoggio, ma che ora giriamo il paese insieme", ha detto McCain, riconoscendo all'ex avversario di aver condotto "una campagna dura che mi ha reso un candidato migliore".
Romney porta in dote i suoi 286 delegati per la convention dei repubblicani a Minneapolis-St.Paul a settembre, ai quali chiede di appoggiare McCain entro i limiti di quanto è permesso dai regolamenti del partito nei vari stati. In pratica, è prevedibile che l'intero blocco finisca nella casella del senatore dell'Arizona, che in base ai conteggi tenuti dalla Cnn ha già 827 delegati e passa quindi a quota 1.113, a un passo dal numero 'magico' necessario per la nomination, 1.191. La mossa di Romney cambia lo scenario in casa dei repubblicani, dove l'ala più conservatrice continua a guardare con sospetto McCain e anche nelle recenti primarie del Potomac ha dato un consistente numero di voti all'ex governatore dell' Arkansas ed ex pastore battista Mike Huckabee.
Romney era il pupillo della destra del partito e il suo appoggio a McCain, insieme all'iniezione di delegati, rende inevitabile e imminente il ritiro dalla scena anche di Huckabee. "Ci sono ancora un sacco di repubblicani in giro per il paese che vogliono far sentire la loro voce e non si sentono rappresentati", ha detto Huckabee, affermando di non essere ancora intenzionato a mollare e aggiungendo di non essere sicuro che tutti i delegati di Romney passeranno con McCain. "Non lascio l'aula di tribunale - ha affermato - con la giuria che ancora è in camera di consiglio per il verdetto". Ma con 217 delegati, Huckabee non ha più speranze. McCain e Romney non hanno nascosto di aver avuto e di avere ancora serie divergenze, per esempio sul tema dell'immigrazione clandestina.
"Ma siamo in sintonia - ha detto Romney - sulla maggiore sfida che riguarda il nostro paese, cioé la lotta all' estremismo islamico". Anche se ancora coinvolto nelle primarie in programma nei prossimi giorni, il senatore dell'Arizona ha ora la possibilità di cominciare a concentrarsi sul voto di novembre e sui possibili avversari, Obama o Clinton. Oltre che su un'importante scelta che lo attende a breve: quella del vice con cui affrontare le elezioni.





