ROMA - "Alzo il bicchiere brindando a Giulio Einaudi. Mi piacerebbe che fosse qui perché ha creduto tanto nel mio primo libro". Lo ha detto Tiziano Scarpa, vincitore della 63/ma edizione del Premio Strega conquistato con 'Stabat Mater' (Einaudi) per un voto in più rispetto ad Antonio Scurati. Scarpa ha voluto dedicare il premio a "Lucia, la mia compagna che quando ha letto la prima volta il libro mi ha detto che era troppo pomposo ed io - ha detto il vincitore dello Strega - l'ho riscritto". Sulla competizione all'ultimo respiro con Antonio Scurati che li ha visti insieme sul palco fino alla proclamazione, Scarpa ha commentato: "Sembravamo dei corridori. Scappava uno e l'altro recuperava. Abbiamo imparato la lezione. Siamo diventati un po' spettacolari. Ho vissuto questo momento come con le tecniche sufi, come quando si galleggia con l'anima fuori dal corpo". Infine lo scrittore veneziano ha ricordato che: "C'é il progetto di un film, un kolossal su Vivaldi annunciato da tre o quattro anni, che non è ancora stato fatto e che mi ha spinto a scrivere prima il libro. Ma, credo che questo romanzo sia un po' intimo, non sarebbe un film scenografico ma sull'intimità. E' un libro che va all'osso. Ho tolto le parole di troppo, ho imparato da Vivaldi. Anche della Venezia del '700, ho tolto le gondole e tutta la scenografia per calarmi nel profondo della storia''. Scarpa, saggista, autore teatrale e anche attore per un minuto nel film di Monicelli 'Le rose del deserto', è originario di Venezia dove è nato nel 1963, ed è autore di numerosi libri fra cui 'Occhi sulla graticola', 'Amore' e di 'Venezia e' un pescé.