ROMA - La dichiarazione finale del vertice Fao sulla sicurezza alimentare non risolve il problema della fame. Questa in sintesi la posizione delle organizzazioni non governative, in una conferenza stampa nel Palazzo dell'agenzia Onu, dopo aver visto la bozza del documento conclusivo. Le stesse ong che hanno organizzato 'Terra preta', il Forum parallelo al summit, proprio per dare voce alla richiesta di realizzare sovranità alimentare e il diritto al cibo per i milioni di affamati del Pianeta. Due le accuse principali nei confronti dei lavori della conferenza Fao: quella di non essere stati coinvolti nel processo decisionale e il fatto di ripetere, nella bozza del documento conclusivo, gli stessi impegni del passato, delegando la questione dell'emergenza cibo alla task force Onu, senza quindi un coinvolgimento diretto dei governi nella gestione della crisi. "La dichiarazione finale non riempirà nessun piatto" afferma Maryam Rahmanian, dell'organizzazione iraniana Cenesta. "I nostri 4.700 partecipanti sono stati ignorati - ha detto Fabio Valente, brasiliano, di Fian International - quando anche noi, insieme ai produttori, siamo parte della soluzione. Per questo vogliamo la costituzione di una commissione sulla sovranità alimentare che analizzi le vere cause della crisi e possa trovare soluzioni concrete". "Indigeni, agricoltori, pescatori: non siamo stati minimamente considerati nel documento finale" ha aggiunto Herman Kumara, il rappresentante dallo Sri Lanka del Forum mondiale dei pescatori. A guadagnare dalla gestione dell'emergenza, secondo le ong, saranno le multinazionali, visto che "la voce speculazione, nella bozza, non è nemmeno menzionata" ha detto Rahmanian.