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» 2008-06-05 11:12
BIOCARBURANTI, NESSUNA AZIONE CONCRETA DA TAVOLA ROTONDA
ROMA - Non si conoscono ancora dati certi sull'impatto delle bioenergie su ambiente e sicurezza alimentare. Ma c'é accordo nel sostenere che i biocarburanti non debbano andare a minare l'approvvigionamento mondiale di cibo. Queste le magre conclusioni della tavola rotonda dedicata alle bioenergie del vertice Fao, che ha stabilito, come unico criterio comune quello di non mettere in concorrenza le produzioni agricole per uso alimentare con quelle di biocombustibile, senza definire nessuna azione concreta. Nel corso dei lavori della tavola rotonda i rappresentanti di Brasile e Usa hanno difeso le loro produzioni di biocarburanti (che insieme fanno 46 miliardi di litri di etanolo) rispettivamente da canna da zucchero e mais, mentre è emersa la volontà di fare ricerca su quelli di seconda generazione, che non derivano da derrate alimentari. Sul piatto, comunque, non ci sono proposte per creare un sistema di quote di produzione a livello regionale, analogo a quello utilizzato nella Ue per diverse colture agricole. Ad oggi, la Fao sta sperimentando un progetto, ancora nella sua fase pilota in Perù, Tanzania, Tailandia e Cambogia, "che fornisce dati sulla disponibilità di superficie agricola, sulle tipologie di coltura, costi di produzione e i prezzi di mercato, per l'elaborazione di un piano energetico", ha spiegato Andreas Von Brandt, coordinatore del programma sui cambiamenti climatici e bioenergie della Fao. In ogni caso, diversi Paesi in via di sviluppo considerano quella delle bioenergie un'opportunità di reddito per i piccoli agricoltori, considerando che esistono vaste porzioni di terra ancora non sfruttate, come rilevato in particolare dai delegati del Brasile. Occhi puntati sulla dichiarazione finale, quindi, alla quale i partecipanti al vertice stanno lavorando, e su cui gli esperti Fao dei biocarburanti hanno mantenuto il massimo riserbo.